Mortal Kombat 11: la lista completa di tutte le STAGE BRUTALITY!

Sorprendete i vostri nemici con queste finisher speciali, non presenti nelle liste mosse standard del gioco e utilizzabili fin da subito.

Injustice 2 (2017) - La recensione completa!

Gli autori di Mortal Kombat ci riportano nella loro distopica versione dell'universo DC Comics. Ed è un vero piacere...

L'incredibile ed inedita storia del film Mortal Kombat (1995).

Vi raccontiamo tutti i retroscena della nascita della pellicola che ha saputo spezzare la maledizione che legava cinema e videogiochi.

Visualizzazione post con etichetta Motaro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Motaro. Mostra tutti i post

venerdì 9 aprile 2021

Lezioni di storia #3: perchè Sonya e Kano non sono giocabili in MK2? E perchè Johnny Cage e Raiden furono tagliati da MK3/UMK3? John Tobias risponde.

MK2
Mortal Kombat è uno dei pochi picchiaduro in cui la morte dei protagonisti della saga ha sempre giocato un ruolo molto importante nello sviluppo della trama del franchise.
Non è un caso che siano molti i personaggi che sono, nel corso degli anni e delle vicende, "passati a miglior vita" e, successivamente, scomparsi del tutto, tornati sotto forma di revenant o "resuscitati".

In particolare la "morte" di Johnny Cage per mano di Motaro in MK3 (1995) fu uno shock per i fan.

Ma come furono prese queste decisioni nei primi capitoli della saga?
Perchè Sonya Blade e Kano non sono giocabili in MK2?
Per quale motivo Johnny Cage e Raiden furono tagliati da MK3/UMK3?

Le risposte del grande John Tobias, co-creatore della saga di Mortal Kombat, vi sorprenderanno! 👇 

"Il franchise di Mortal Kombat è sempre stato circondato da molte voci di corridoio e misteri, ma vi posso assicurare che tutte le scelte relative alle "morti" dei personaggi nei primi capitoli della saga, erano SEMPRE  ben ponderate.
E non mi riferisco alle morti dovute alle Fatality di fine match o alla vera e propria morte di questo o quel combattente.
Sto parlando del mancato di ritorno di un personaggio nel roster del successivo capitolo di Mortal Kombat.
Roster MK1 1992
Il roster del primo Mortal Kombat (1992).
Molte cose cambiarono nel periodo intercorso tra MK1 e MK2 ma, una cosa che non cambiò assolutamente, fu la difficoltà causata delle limitazioni di memoria dell'hardware dell'epoca. 
Anche se ne in MK2 avevamo più memoria a disposizione, non era ancora abbastanza e questo ci ha costretti a fare scelte molto difficili... 
Ed Boon e io volevamo aggiungere un gran numero di nuovi personaggi al roster di MK1 ma, per inserirli tutti, abbiamo dovuto lasciare indietro almeno 2 dei personaggi del primo capitolo di Mortal Kombat. 

Come abbiamo scelto quali personaggi tagliare?

Semplice: abbiamo aggiunto dei controlli statistici nei nostri cabinati di MK1 per poter sapere quante volte ogni personaggio veniva scelto.
Ed Boon ha anche aggiunto una combinazione segreta di pulsanti che ci consentiva di accedere a questi dati da qualsiasi cabinato di Mortal Kombat, in qualsiasi sala giochi.
Bastava avvicinarsi ad un cabinato di 
MK1, eseguire la giusta sequenza di tasti e potevamo accedere al menu di controllo segreto che ci permetteva di visualizzare tutte le statistiche.

Ed Boon ed io avevamo preso l'abitudine di controllare queste statistiche ogni volta che ci imbattevamo in uno dei nostri cabinati. 
Così abbiamo iniziato a prestare molta attenzione alla popolarità dei personaggi.
Purtroppo i nostri dati erano limitati alle sole sale giochi alle quali avevamo accesso diretto, ovvero quelle nell'area urbana di Chicago.
Roster MK2 1993
Il roster di Mortal Kombat 2 (1993).
La nostra scelta di tagliare
Sonya e Kano nel passaggio da MK1 a MK2, fu basata esclusivamente sulle statistiche che avevamo raccolto a Chicago. 
Tagliare questi combattenti ci fece anche capire quanto i giocatori fossero emotivamente attaccati ai loro personaggi preferiti di Mortal Kombat... 
Infatti, le grandi proteste dei fan di Kano e Sonya, per la loro assenza in MK2, hanno portato al loro immediato ritorno in MK3.
Roster MK3 1995
Il roster di Mortal Kombat 3 (1995).
Parlando di MK3, Johnny Cage (nonostante numerosi voci e sciocchezze che sono circolate nel corso degli anni) è stato tagliato solamente perché era il personaggio meno selezionato in MK2; come lo erano, che ci crediate oppure no, Raiden e Baraka! 

A tal proposito, vi confermo che non abbiamo mai pensato di tagliare Kitana, Mileena e Scorpion nel passaggio da MK2 a MK3. 
Quei personaggi sono stati semplicemente "trattenuti" in attesa del programmato rilascio di Ultimate MK3.
UMK3 è stato un aggiornamento gratuito per tutti i cabinati arcade di MK3 che ci ha permesso di mantenere il gioco "fresco" sia per i giocatori che per i gestori delle sale giochi.
Roster UMK3 1996
Il roster di Ultimate Mortal Kombat 3 (1996).
Invece, MK Trilogy fu il primo MK non pensato per le sale giochi ma per le console domestiche: in pratica si trattava di una estensione di UMK3 finalmente libera dai limiti di memoria che ci avevano perseguitato nello sviluppo dei nostri giochi arcade.
Quindi, abbiamo sfruttato l'occasione per riportare nel roster anche Johnny Cage e Raiden...
Roster MK Trilogy 1996
Il roster di Mortal Kombat Trilogy (1996).
Devo ammettere che nei primi capitoli della saga, la narrativa di MK fu pesantemente influenzata dai tagli dei personaggi dovuti alle limitazioni hardware dell'epoca.
Fummo costretti a delle acrobazie per rattoppare la storia, ove possibile, cercando di spiegare perché un personaggio era improvvisamente sparito dal roster.
E le cose sono diventate ancora più difficili quando abbiamo dovuto spiegare il perché dietro al ritorno di alcuni dei combattenti scomparsi... 😅

A tal proposito, voglio scusarmi con i fan per tutti gli stratagemmi narrativi che ho dovuto usare nei primi capitoli di Mortal Kombat, nel tentativo di giustificare, nel migliore dei modi, chi spariva, chi tornava e chi moriva.
🙏

Ma, se fossi il tipo di persona che deve assolutamente trovare un colpevole, allora punterei il dito contro i giocatori di Mortal Kombat che frequentavano le sale giochi di Chicago negli anni '90: 
in pratica furono loro a decidere quale personaggio sarebbe vissuto e quale sarebbe morto!".  😉

Per oggi e tutto! 

Non dimenticatevi di entrare a far parte del nostro server DISCORD! 
Discord - Mortal Kombat Addicted

YOU'RE NEXT!

Fonte: John Tobias - Profilo Twitter [https://twitter.com/therealsaibot/]

Se non avete ancora ordinato la versione console di Mortal Kombat 11 Ultimate potete farlo, a prezzo scontato, su Amazon.
Ecco i link a tutte le versioni attualmente ordinabili:
Buon shopping! 😉

Mortal Kombat Addicted partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU.
Acquistando tramite i nostri link aiuterete il sito, consentendoci di percepire una piccola commissione pubblicitaria.

Se trovate interessanti i nostri articoli, prendete in considerazione la possibilità di effettuare una piccola donazione.

Daniel "Naka" Maschietto
Fondatore, amministratore, webmaster, caporedattore, moderatore.
TwitterFacebook
Classe 1980, è cresciuto nelle sale giochi, in mezzo ai cabinati. 
Affascinato dai ninja e appassionato di picchiaduro fin dalla più tenera età, non poteva che innamorarsi all'istante della saga di Mortal Kombat.
Nel corso degli anni ha partecipato ad alcuni tornei, da Tekken 3 fino a Street Fighter 4  (passando per Dead or Alive, BlazBlue ed altri ancora).
Adora la competizione sebbene inizialmente ad attirarlo siano stati i personaggi dei picchiaduro, il loro design e la loro storia.
Specializzato in informatica, è sempre attento e interessato agli aspetti più tecnici dei beat'em up. 
Nel 2008 ha fondato Mortal Kombat Addicted per condividere anche con gli altri la passione per il suo primo amore: la mitica saga di Mortal Kombat. .


sabato 7 luglio 2018

Mortal Kombat 3 (1995) - Recensione completa.

MK3 - Recensione Mortal Kombat 3
Non c'è due senza tre, è una regola valida per tutti i prodotti di successo, fra i quali entra di diritto anche il franchise di Mortal Kombat che, dopo il gettonatissimo secondo capitolo (vedi "MK2 - Recensione completa"), aveva quasi il dovere di produrne un terzo per accontentare i vecchi fan e farsene di nuovi.

Dopotutto il picchiaduro della storica Midway era all'apice della notorietà:
quell'atmosfera un po' epica e un po' kitsch, condita da quello splatter autoironico (che o lo ami, o lo odi) ed esaltata da storia e personaggi diventati icone in pochi anni, avevano attirato anche l'attenzione dei produttori hollywoodiani che, stuzzicati dalle vicende di quel gruppetto di eroi in lotta contro i signori dell'Outworld, diedero vita al primo lungometraggio sulla saga, diretto da Paul Anderson (vedi il nostro speciale "MK - La stroria del film che ha spezzato una maledizione").
Senza dubbio uno dei migliori adattamenti cinematografici tratti da videogiochi e piuttosto fedele all'opera di riferimento (nonostante quel Christopher Lambert nei panni di Raiden, che solleva ancora adesso certe risate).

Difatti, proprio nel 1995, ecco arrivare nelle sale giochi americane Mortal Kombat 3, videogioco che vedrà ben due espansioni: Ultimate MK3 e MK Trilogy (che, però, non affronteremo in questa recensione).

Il terzo Mortal Kombat non doveva e non voleva deludere, anche se non tutti i fan, al tempo, apprezzarono le scelte del team di Ed Boon... ma andiamo per gradi.

Shao Kahn "va in città"...


La storia, che potete approfondire nella nostra sezione Storyline, si svolge poco tempo dopo gli eventi narrati in MK2.
Shao Kahn è stato sconfitto da Liu Kang che aveva salvato l'Earthrealm per la seconda volta con l'aiuto dei guerrieri prescelti.
Ma l'imperatore dell'Outworld ha un altro asso nella manica: far resuscitare la regina suicida Sindel (presa in moglie dal Kahn dopo l'invasione del reame di Edenia).
Grazie alla stregoneria di Shang Tsung, Shao Kahn fa risorgere, sulla Terra, una Sindel corrotta dal male e, attraverso questo atto sacrilego, aggira le regole imposte dagli Dei Anziani, invadendo il nostro pianeta per reclamare la sua regina.
Aperto un portale su una grande città del Nord America, Shao Kahn consuma milioni di anime umane e da la caccia ai supertiti tramite le sue Squadre Sterminatrici, che riescono ad uccidere Johnny Cage.
Tutto ciò fa di nuovo riunire eroi del calibro di Liu Kang, Kung Lao, Sonya e Jax per fronteggiare l'invasione, ai quali si aggiungono nuove leve: il membro della SWAT Kurtis Stryker, lo sciamano apache Nightwolf, l'ex Dragone Nero "pentito" Kabal e il secondo Sub-Zero (ora senza maschera) entrato a tutti gli effetti fra i "buoni" in quanto, in seguito alla sua redenzione, è ora diventato il bersaglio di tre cyberninja del clan Lin Kuei con il compito di assassinarlo.
Quella del criomante è solo una delle tante sottotrame che vanno ad unirsi a quella portante, creando un ottimo background narrativo, coeso e sempre più stratificato.
Ovviamente la schiera dei cattivi non è certo da meno, infatti, oltre ai classici Shang Tsung e a Kano (passato del tutto nelle file outwordliane), entrano in gioco anche la shokan femmina Sheeva, la regina resuscitata Sindel, i già citati cyberninja Sektor, Cyrax, Smoke e il sotto-boss Motaro (centauro delle famigerate Squadre Sterminatrici).
Alcune schermate dell'intro di Mortal Kombat 3.
Rimanendo sempre in ambito storia, a differenza dei precedenti capitoli, questa volta non è stato realizzato nessun fumetto-prequel con il compito di raccontare le vicende iniziali per esteso, in quanto è tutto già presente all'interno del gioco stesso!
Abbiamo quindi un'intro videoludica (Attract Mode in gergo arcade) davvero corposa:
ben 11 schermate e 15 biografie che consentivano ai più nerd di mettersi davanti allo schermo con i pop corn e di godersi tutti i retroscena prima di giocare.

Come avrete già intuito, i luoghi nei quali è ambientata la bagarre non sono più le foreste viventi e i territori mistici dell'Outworld, bensì vari luoghi reali (una stazione, una strada, un ponte o un cimitero) di una metropoli americana decimata, con il nuovo palazzo del despota in bella vista e un cielo scuro caratterizzato dalla presenza inquietante del portale rosso aperto da Kahn.
Poco spazio al fantasy, se non in qualche arena all'interno del già citato palazzo/monolite.

Un MK molto "urban", lo si nota perfino dai costumi, ora ispirati alle tute aderenti dei supereroi americani; forse non molto in linea con lo spirito originale della saga, ma con una propria identità... Sindel, per esempio, sembra abbigliata più da moderna "bad girl" dei comics (ricorda Black Canary dell'universo DC), che da antica regina Edeniana.
Persino le tipologie dei personaggi si modificano, proponendo anche figure fantascientifiche come i tre cyberninja, oppure Kabal, con quel pittoresco respiratore che strizza l'occhio al genere cyberpunk.
MK3 - Recensione Mortal Kombat 3 - Kabal
Ora voi direte: che Mortal Kombat è senza nemmeno un ninja in maschera?
In effetti sembrerà strano, ma nella prima versione di MK3, che stiamo analizzando, i classici ninja erano stati sostituiti dal sopracitato terzetto robotico con la presenza del solo Sub Zero II, ora smascherato (tanto da non sembrare nemmeno lui), a far sentire ancor di più questa mancanza.
Alla Midway si sono accorti di quanto certe assenze fossero pesanti...
Infatti i ninja colorati, quelli veri, torneranno a partire dalla versione Ultimate, con tanto di interessi.

Target combo e juggling potenziato.


Parlando di gameplay, le basi rimangono pressoché simili ai predecessori.
Parata con tasto dedicato, pugni\calci bassi e alti, spazzata alta e bassa, più l'onnipresente uppercut, fanno sentire subito i giocatori a proprio agio (per ulteriori info, vi rimando alle recensioni di MK1 e MK2).
Una differenza sostanziale sono le cosiddette Target Combo, ovvero una sequela di colpi attivabili solo a distanza ravvicinata che, se non eseguita correttamente, si interrompe e lascia scoperti e in balia dell'avversario.
Una potente Target Combo di Sheeva.
Per usarle a dovere servono memoria, riflessi e space management perché, come ci ha abituati il gameplay dei primi MK, basta un errore per finire a tappeto.
In effetti, la difficoltà dei match contro la CPU è sempre al limite del criminale, con avversari che anticipano puntualmente i nostri attacchi pure a livello easy; tuttavia, la possibilità di giocare in due migliora la situazione.

Queste nuove combo preimpostate aumentano anche la possibilità di creare dannose juggles, dato che spesso si può chiudere la sequenza con un launcher (o colpo sbalzante) che ci da la possibilità di colpire, con le mosse giuste, l'avversario prima che tocchi terra.
Ma non all'angolo, attenzione: effettuare un launcher a limite dello schermo farà terminare la combo all'istante.
Grazie a questa nuova feature, i combattenti risultano ancora più diversificati in quanto bisogna ricordarsi sequenze diverse di colpi per ciascun guerriero.
Altra novità è l'aggiunta del tasto corsa, onestamente non troppo utile se non per pressare l'avversario riducendo in fretta le distanze oppure per colpirlo velocemente al volo dopo un calcio in salto sferrato nel punto giusto.

Spendiamo due parole sul bilanciamento del roster anche se, all'epoca, non era certamente in cima alla lista delle priorità per gli sviluppatori di un picchiaduro.
Il risultato finale è abbastanza buono ma i personaggi dotati di combo più evolute e mosse sbalzanti\paralizzanti sembrano partire con un certo vantaggio.
In ambito competitvo, Sub-Zero si è distinto nel corso degli anni grazie al suo clone di ghiaccio, uno dei tool difensivi più efficaci e versatili mai visti.
Allo stesso livello abbiamo anche Kabal e Jax Briggs, due personaggi in grado di infliggere danni devastanti nelle mani di un giocatore professionista.
La "rete energetica" di Cyrax, ottima durante una juggle combo.
Il gameplay risulta molto divertente e il sistema di controllo si conferma una valida alternatica alle meccaniche "carica/mezzaluna" ideate dai rivali di Capcom.

In linea con le produzioni picchiaduristiche da sala giochi, le uniche modalità presenti sono: l'immancabile Arcade Mode, ora affrontabile attraverso tre livelli di lunghezza/difficoltà tramite la schermata "Choose Your Destiny", e il classico Versus tra umani (1vs1), senza ulteriori aggiunte.
Parlando di scontri multiplayer, non si può dimenticare l'arrivo di una nuova feature sicuramente da provare: i Kombat Kodes.
Prima dell'inizio del combattimento, durante il caricamento, è possibile inserire dei "codici icona" (3 per giocatore) che possono modificare pesantemente l'esperienza del combattimento, per esempio, rendendo illimitata la corsa, dimezzando il danno inflitto dalle combo, annullando la parata, capovolgendo lo schermo o cose del genere.

Estetica e sonoro vogliono la loro parte.


Tecnicamente parlando, le animazioni digitalizzate appaiono ancora più ricche e fluide rispetto a quelle del predecessore con, però, qualche incertezza nelle cadute (rigidissime) o durante l'esecuzione di prese\combo dove qualche frame in più non avrebbe guastato (anzi, sarebbe stato necessario).
Senza andare troppo per il sottile, comunque, ci troviamo davanti al non plus ultra della grafica digitalizzata, l'apice di questa particolare tecnica.
Può non piacere a tutti, ma si rimaneva impressionati davanti a delle "persone reali" imprigionate nello schermo o alle movenze dei mostri come Sheeva e Motaro.
Gli ambienti sono altrettanto curati: tutti molto puliti e "cinematografici".
Nonostante le arene terrestri siano meno ricercate rispetto ai classici spaccati di Outworld, sono riuscite a mantenere quell'alone soprannaturale che ha reso grande l'ambientazione mortalkombattiana.
E tanto per alzare il fattore spettacolarità, alcune arene sono multilivello: con un uppercut ben piazzato si può spedire l'avversario al piano superiore!
Una bella novità ed un bell'effetto scenico.
Si possono effettuare transizioni dall'arena Subway a The Street e dalla Soul Chamber a The Balcony.

Encomiabile anche lo sforzo di aver rifatto da zero  TUTTE le animazioni\digitalizzazioni, come già è accaduto con il passaggio da MK1 a MK2.
Sonya sta per beccarsi un bel calcio volante da Kano. Ahi!
Il sonoro fa il suo dovere introducendo, per la prima volta, musiche più moderne, soprattutto negli stages urbani, con campionamenti che pescano un po' dal rap o dalla techno, alimentando quell'atmosfera "stradaiola" che dovrebbe contraddistinguere questo terzo MK.
Simpatici anche certi effetti sonori volutamente parodistici, dal "coro" fuori campo dopo ogni uppercut, all'immancabile "Toasty!" di Dan Forden.
Peccato invece per le voci dei personaggi ancora standard per maschi e femmine (a parte qualche raro caso) e non troppo convincenti durante certe azioni.

E si sa, quando si parla di mera estetica non si può lasciar da parte le famose Fatalities, anche se questa volta si poteva fare veramente di meglio.
Dopo le uniche e vere di MK1, dopo le oneste e d'impatto di MK2, qui si inizia a notare una spiacevole stucchevolezza.
In MK3 ogni personaggio dispone di due Fatality, accompagnate da: 
  • Friendship (un siparietto comico già visto in MK2); 
  • Babality (magia che trasforma il perdente in un neonato, presa sempre da MK2);
  • Animality (ovvero una trasformazione in una sorta di animale "spiritico").
Raggiungiamo così un totale di 5 finishers personali ciascuno, senza contare le stage fatalities (eseguibili nelle arene Belltower, Pit III e Subway), che sono comuni per tutti i combattenti.

Purtroppo, gran parte di queste finishers sono imbastite in modo discutibile e fin troppo non-sense.

Non sappiamo se questo processo di edulcorazione comica fu il frutto delle petulanze dei genitori (all'epoca MK era un prodotto fruito soprattutto da bambini) che contestavano la violenza dei primi due capitoli, ma è difficile trovare una spiegazione logica a questa terza versione dei colpi finali, diventati improvvisamente slapstick, spesso senza alcun (o poco) riferimento alla caratterizzazione canonica dei personaggi.
L'Animality di Liu Kang, una delle poche semi-canoniche.
Non meravigliatevi se di colpo il militare Jax diventerà un gigante, se Liu Kang si trasformerà in un coin-op o se Kano, invece di strappare più verosimilmente il cuore della vittima come in MK1, strapperà direttamente tutto lo scheletro (pulitissimo, fra l'altro).
Qui regna l'assurdo, uno sfacciato citazionismo demenziale, forse per far vedere ai più piccoli che è tutto finto, forse per puro sollazzo clownesco.
L'incursione fortemente umoristica si può comunque perdonare, MK aveva già all'inizio una certa "comicità nera" nascosta, fondendo il serio con qualche tocco humor in perfetto stile Armata delle Tenebre; ciò che non si può perdonare è la pessima realizzazione generale di queste esecuzioni, anche quelle potenzialmente buone vengono rovinate da un'approssimazione che mette in bella mostra mutilazioni "cubettose", corpi che stanno in piedi dopo un taglio netto della testa e altre amenità grafiche dimenticabili.

Ok, le finishers sono solamente dei segreti, attività secondarie attivabili con una sequenza apposita, ma è pur vero che la scritta "FINISH HIM/HER" a fine round non si trova lì per caso, quindi un minimo di cura in più l'avremmo apprezzata tutti.

In conclusione.


Nonostante alcune pecche di poco conto, Mortal Kombat 3 chiude in bellezza la prima trilogia di una saga picchiaduristica che non solo cerca ogni qualvolta di innovarsi, ma anche di uscire dagli stereotipi che, in parte, affliggono questa forma d'arte videoludica.
Personaggi iconici e un background di ottimo li vello, arricchito da un sapiente mix fra fantasy e supereroismo made in USA, rendono MK3 veramente unico.
Per chi volesse giocarsi, legalmente, le versioni casalinghe più arcade perfect possibile, consiglio caldamente: il port di MK3 per Playstation (purtroppo introvabile), la versione (quasi perfetta) per PS2/Xbox contenuta all'interno della Midway Arcade Treasures 2 (che include anche MK2).
In alternativa potete ripiegare sulle cartucce per Super Nintendo, Megadrive, sfortunatamene lontane per grafica, fluidità e cura generale dall'originale coin-op (come di consueto per le versioni a 16 o 8 bit).

+ Storia ottima e new entry di spessore.
+ Target combo e nuove possibilità di juggling,
+ Grafica digitalizzata di altissimo livello.

- Può essere frustrante contro la CPU.
- E i ninja?
- Finishers dimenticabili.

Valutazione complessiva: 90

Grafica: 92
Sonoro: 89
Giocabilità: 88
Design: 94
Innovazione: 90

Se trovate interessanti i nostri articoli, prendete in considerazione la possibilità di effettuare una piccola donazione.

AUTORE:

Michele "Rapper Nero" Neri

Redattore, moderatore forum.

Classe 1986, ha iniziato ad amare i picchiaduro grazie ai cabinati di Street Fighter 2 e Mortal Kombat. 
Oltre a pubblicare articoli su Mortal Kombat Addicted (dal 2013), gestisce il suo blog personale, Disciplina Urbana, e scrive recensioni per il sito Fighting Side. 
Fieramente contrario all'approccio agonistico ai videogiochi e alle competizioni torneistiche, è un sostenitore del single player e dell'importanza di un universo narrativo solido nei picchiaduro… 
Il suo nickname, Rapper Nero, deriva da un nome provvisorio dato ad un personaggio di sua invenzione.
Nessun riferimento alla cultura Hip Hop, tiene a precisare, soprattutto considerando la piega “gangsta-capitalistica” presa dal genere...

martedì 14 giugno 2011

Vota il tuo boss preferito! Fine sondaggio.

Si conclude oggi il terzo sondaggio di Mortal Kombat Addicted!
Come sempre, ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questa iniziativa e che hanno votato il loro boss favorito. Per chi è interessato, ricordo che i risultati dei sondaggi vengono archiviati nella pagina SPECIALI.
"And the winner is...":

SHAO KAHN!!!

Ad imporsi non poteva che essere il malvagio Imperatore dell'Outworld, il conquistatore di mondi: Shao Kahn con il 31% dei voti totali.
Un personaggio che non può non lasciare il segno: incredibilmente potente, incredibilmente resistente e così arrogante da potersi permettere di passare metà del suo tempo a sfotterci invece di combatterci.
Da quando ha fatto la sua comparsa in Mortal Kombat II è entrato nell'immaginario di ogni fan di MK e dei picchiaduro in generale.
Sempre presente con la sua voce (mitiche le sue risate o il suo "OUTSTANDING!" dopo un Uppercut nei vecchi capitoli) da il meglio di se quando inizia a ridere in modo inquietante.
"You suck!" (Fai schifo!), "Don't make me laugh!" (Non  farmi ridere!), "You will die!" (Morirai!), "Is that your best?" (E' il massimo che sai fare?) sono solo alcune delle frasi ormai leggendarie che l'Imperatore userà per demoralizzarvi.
In Mortal Kombat (2011), Shao Kahn ha una nuova, interessante caratteristica: è spesso presente nell'Arena o nella Sala del trono e non perde occasione per riempire di insulti i combattenti che lottano di fronte a lui standosene comodamente seduto.
Un "nuovo classico" del suo repertorio è: "It's official: you suck!" (E' ufficiale: fai schifo!), frase che usa solitamente per frustrare i tentativi di rimonta... 
Fantastico! 
PS:ho votato anch'io per lui.

Diamo ora un'occhiata anche ai risultati ottenuti degli altri cattivoni:




GORO si piazza al secondo posto con il 18% delle preferenze dei nostri visitatori.
Il nobile Shokan (vi ricordo che è un principe guerriero) si merita di certo questa posizione, ricordatevi che, dopo aver sconfitto il Grande Kung Lao (antenato dell'attuale Kung Lao) ha vinto ben 9 Mortal Kombat consecutivi!
Sul terzo gradino del podio si piazza ONAGA, con il 17% dei voti.
In tutta sincerità devo dirvi che questo risultato mi ha sorpreso: il Re Dragone non è tra i miei personaggi preferiti. Sarà forse a causa dei miei pregiudizi verso i capitoli 3D, ma lo reputo abbastanza anonimo.
Evidentemente sbaglio.  ;)


Appena fuori dal podio troviamo il centauro MOTARO che totalizza il 9% dei voti totali. Un ottimo quarto posto per il leader delle squadre sterminatrici di Shao Kahn.
Sempre al 4° posto (con lo stesso identico numero di voti) si classifica il primo boss nella storia di Mortal Kombat, lo stregone umano SHANG TSUNG e al 6° posto troviamo KINTARO, la versione animalier di Goro con il 6% dei voti totali. 
7° posto per il negromante QUAN CHI e ottavo posto pari merito per SHINNOK e BLAZE che hanno totalizzato l'1% dei voti ciascuno.
Chiude tristemente la classifica MOLOCH che è comunque riuscito a trovare almeno un'anima pia che gli concedesse la sua preferenza...

Ora che anche questo sondaggio è giunto al termine, è arrivato il momento di aprirne uno nuovo: questa volta vi chiediamo quali sono le vostre Stage Fatality preferite, tenendo conto solo dei primi 3 capitoli di Mortal Kombat e dell'ultimo MK 2011!

Votate la vostra Stage Fatality preferita!
Partecipate numerosi! 


Ti può interessare:
Vota il tuo ninja preferito! Risultati.
Vota la tua combattente preferita! Risultati.
Vota la tua Stage Fatality preferita! Risultati. 
Vota il tuo Mortal Kombat preferito! Risultati.