mercoledì 26 agosto 2015

Mortal Kombat: la difficile storia del film che ha spezzato una maledizione.

Il film Mortal Kombat (1995) festeggia in questi giorni il suo ventesimo compleanno.

Per celebrare degnamente questo evento vi proponiamo le inedite testimonianze delle persone coinvolte nel progetto, raccolte da Aaron Couch per il sito The Hollywood Reporter, che raccontano la difficile storia della nascita della pellicola che ha saputo spezzare la maledizione che legava cinema e videogiochi.

Creare un buon film tratto da un videogioco è un'operazione difficile e rischiosa anche ai giorni nostri, ma nel 1995 sembrava essere un progetto senza speranze.
"Ad Hollywood, tutti mi dicevano che sarebbe stato un fallimento e che la mia carriera sarebbe finita". Larry Kasanoff, produttore.
I due precedenti tentativi, Super Mario Bros. (1993) e Double Dragon (1994), infatti, furono 2 flop totali. Disprezzati dai critici e dai fan, incassarono una miseria. Street Fighter - Sfida finale (1994) se la cavò egregiamente al botteghino sfruttando in parte l'ondata emotiva dovuta alla dipartita di Raúl Juliá (M. Bison), morto alcuni mesi prima dell'uscita del film nelle sale. La qualità della produzione, tuttavia, era ben lontana dal raggiungere la sufficienza.

Contro ogni pronostico, invece, il film Mortal Kombat (negli USA) divenne il numero uno nella classifica dei più visti della settimana (per tre settimane consecutive).
Il film incassò oltre 122.000.000 $ in tutto il mondo e fu il primo adattamento di un videogioco a ricevere critiche positive da parte dei fan.

Ma la strada che portò Mortal Kombat sul grande schermo fu un vero e proprio percorso ad ostacoli.
Quel viaggio iniziò quando il produttore Larry Kasanoff fece visita ad alcuni amici di Midway Games; era il giugno del 1993.
Kasanoff aveva già lavorato con James Cameron, trasformando Terminator 2: Il giorno del giudizio (1991) in un fenomeno di merchandising dal valore di milioni di dollari.

Quando i ragazzi di Midway gli mostrarono Mortal Kombat 2, Kasanoff rimase a bocca aperta: gli fu subito chiaro che MK era destinato a diventare molto più di un semplice videogioco.
Il produttore parlò subito di serie TV, spettacoli teatrali, film ma i ragazzi di Midway non condivisero il suo entusiasmo.

"Spari un sacco di stronzate! E' solo un videogioco!"


Secondo la produzione, Danny Glover avrebbe potuto vestire i panni di Raiden, ma non fu così...
Larry Kasanoff, produttore:
"Giocai a Mortal Kombat 2 nel loro ufficio, per mezz'ora.
Mi rivolsi a Neil D. Nicastro (ex-leader di Midway Games) e gli dissi:  "Mortal Kombat è Star Wars che incontra I 3 dell'operazione Drago
Questo non è solo un videogioco, è un fenomeno più complesso."
E aggiunsi:  "Se mi date i diritti di Mortal Kombat, vi prometto che produrrò dei film e non solo: lo voglio su tutti i media del mondo. "
Lui mi guardò e disse: "Spari un sacco di stronzate! E' solo un videogioco!"
Impiegai tre mesi per convincerli che non avevano creato un semplice videogioco.
Loro stessi non ci credevano. L'unico film tratto da un videogiochi si era rivelato un terribile flop (Mario Bros.): nessuno nel 1993 ci avrebbe creduto.
Alla fine ho avuto la meglio grazie alla mia caparbietà.
In brevissimo tempo ottenni i diritti".

Ed Boon, co-creatore della saga di Mortal Kombat:
"Quando abbiamo iniziato a discutere del film di MK non lo presi sul serio.
Pensai: "Parleremo di questo progetto ma non verrà mai realizzato".
Poi, improvvisamente, stavamo facendo alcune chiamate per radunare il cast e stavamo discutendo la scelta degli attori.
"Che ne pensi di questo ragazzo per interpretare questo personaggio?", "E di questo?"
Ricordo che uno di loro mi disse: "Che cosa ne pensi di Danny Glover nei panni di Raiden?".


Larry Kasanoff, produttore:
"A Hollywood, tutti mi dicevano che sarebbe stato un fallimento e che la mia carriera sarebbe finita. Anche quelli di New Line Cinema.
Avevano già dato il via libera al film quando uno dei leader dello studio entrò con il copione in mano, lo gettò sul tavolo e disse: "Odio il copione e odio questo film".

Continuò a gridare per un'ora, ma poi concluse dicendo: "Andate avanti e fatelo".

Lauri Apelian, produttore associato:
"Abbiamo sempre lavorato con i migliori registi in assoluto. 
Registi che hanno diretto un lungo elenco di grandi successi, film meravigliosi. 
Ma per questo film cercavo qualcuno con un approccio innovativo e fresco. Ho visto un piccolo film (Shopping) diretto da un regista sconosciuto (Paul W.S. Anderson).
Non l'avevo mai sentito nominare ma il suo talento mi colpì molto. 
Riuscii a coinvolgerlo nel progetto".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Sono cresciuto in una città industriale del nord chiamata Newcastle Upon Tyne, dove non si producono film. 
Così sono venuto spesso a Londra per cercare la mia strada come regista. 
Le riunioni e i colloqui erano sempre alle 10 del mattino e alle 3 del pomeriggio. 
Io non conoscevo nessuno a Londra, quindi passavo tre o quattro ore nelle sale giochi giocando con i videogame. 
Uno dei miei preferiti era proprio Mortal Kombat: quando ho sentito che volevano realizzare un film di Mortal Kombat, quindi, ne fui super-entusiasta (a differenza degli altri registi, un po' altezzosi)".

Lauri Apelian, produttore associato:
"ogni singolo giorno Paul arrivava con delle idee incredibili e modi creativi per girare certe scene. Purtroppo, a causa delle nostre restrizioni monetarie, non siamo stati in grado assecondarlo in tutto e per tutto".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Non avevo alcuna esperienza con gli effetti visivi, così sono andato in una libreria e ho comprato tutti i libri che sono riuscito a trovare sugli effetti speciali e CG (computer graphics). Ho imparato immediatamente i termini tecnici. Sembrava che ne sapessi più di chiunque altro a Hollywood anche se non avevo mai realizzato nessun effetto speciale".

Riunire i combattenti.


L'ottimo Christopher Lambert nei panni di Raiden, il Dio del tuono.
Paul W.S. Anderson entrò a far parte del progetto all'inizio del 1994, quando Kevin Droney non aveva ancora terminato la sceneggiatura.
La produzione considerò l'attore Robin Shou come la miglior scelta possibile per il ruolo di Liu Kang ma le difficoltà erano dietro l'angolo.

Robin Shou, attore (interpretò Liu Kang):
"Non è stato facile. All'epoca stavo lavorando a Hong Kong ed ero in visita negli Stati Uniti perché ho origini americane. Un mio caro amico mi disse: "Stanno scegliendo il cast per il film di Mortal Kombat".
In un primo momento mi sono messo a ridere perché ho pensato che Mortal Kombat fosse il nome più stupido che avessi mai sentito. Insomma: Combattimento Mortale? Un videogioco trasformato in un film? Ma il mio amico continuava ad insistere dicendo: "Dovresti andare. Dovresti incontrarli".
E' stato estenuante".

Paul W.S. Anderson, regista:
"La sceneggiatura è stata scritta mentre eravamo in fase di pre-produzione e, secondo me, questa è stata una soluzione positiva perché mi ha dato l'opportunità di contribuirvi direttamente.
Quando abbiamo iniziato a girare il film, ho incoraggiato gli attori ad improvvisare.
Linden Ashby (Johnny Cage) e Christopher Lambert (Raiden) avevano il compito di smorzare i toni con un po' di umorismo".

Ed Boon, co-creatore della saga di Mortal Kombat:
"In un primo momento, John Tobias e io avevamo dei dubbi sulla sceneggiatura perché dal nostro punto di vista era troppo comica. Raiden aveva troppe battute divertenti e mi ricordo di aver detto: "Il Dio del tuono non è un pagliaccio, è un personaggio molto serio".
Non abbiamo scritto noi la sceneggiatura ma l'abbiamo letta e la produzione ha ricevuto i nostri commenti e le nostre considerazioni".

Linden Ashby, attore (interpretò Johnny Cage):
"C'erano molti elementi da migliorare nella sceneggiatura. Ci siamo seduti intorno ad un tavolo e abbiamo rielaborato così profondamente lo script originale da far arrabbiare lo sceneggiatore.
Ricordo di aver incontrato Kevin Droney (sceneggiatore) a una festa di Natale dopo l'uscita del film e lui mi ha presentato ai suoi amici dicendo: "Questo è il ragazzo di cui ti ho parlato. Quello stronzo che ha rovinato la mia sceneggiatura".
Insomma, la sua non era una sceneggiatura speciale e noi ci abbiamo lavorato molto duramente.
So che non abbiamo scritto l'Amleto o altro ma abbiamo creato qualcosa che ci ha fatto divertire parecchio".

Lauri Apelian, produttore associato:
"Avevamo bisogno di girare un film che non venisse vietato ai minori di 18 anni ed è stato molto difficile perché Mortal Kombat è un videogioco violentissimo.
Siamo stati costretti a prestare particolare attenzione al numero di parolacce, alla quantità di sangue e alle uccisioni.
Abbiamo capito subito che mostrare la morte cruenta di un essere umano sul grande schermo avrebbe portato automaticamente al divieto di visione per i minori di anni 18.
Per questo abbiamo pensato di poter uccidere qualcosa di diverso da un essere umano...
Infatti, nonostante sia visibile la morte di Goro, siamo riusciti ad ottenere un semplice divieto per i minori di 13 anni".

Larry Kasanoff, produttore:
"Non ho mai pensato che stavamo girando un film basato su un videogioco.
Ho sempre pensato che esiste una storia da raccontare e che la sua prima incarnazione è stata un videogioco. Il mio scopo era di prendere quella splendida storia e trasformarla in un film.
Il film non contraddice il videogioco, semplicemente si aggiunge ad esso".

Lauri Apelian, produttore associato:
"Inizialmente avevamo scelto Cameron Diaz nel ruolo di Sonya Blade.
Eravamo stati alla New Line Cinema, subito dopo la fine delle riprese del film The Mask, quando nessuno sembrava conoscere ancora Cameron Diaz.
I ragazzi di New Line ci dissero: "Perché non date un'occhiata a questa giovane attrice sconosciuta?"
Abbiamo visto in anteprima The Mask e non c'era alcun dubbio: Cameron Diaz sarebbe diventata una stella.
L'abbiamo mandata ad allenarsi perché non aveva mai avuto a che fare con le arti marziali in precedenza.
Purtroppo si fratturò il polso destro prima di iniziare le riprese e non fu più in grado di eseguire le mosse e le acrobazie di cui avevamo bisogno.
Fummo molto soddisfatti della sua sostituta: Bridgette Wilson-Sampras.
E' stata una fortuna che fosse disponibile".
La splendida Cameron Diaz avrebbe dovuto interpretare Sonya Blade, ma si fratturò un polso.
Bridgette Wilson-Sampras, attrice (interpretò Sonya Blade):
"Il casting fu molto lungo. Sono tornata per i provini molte volte. Almeno sette.
Ho continuato ad andare avanti e indietro ai meeting con Paul, Larry e gli altri produttori.
Poi iniziai a girare Billy Madison e pensai di aver ormai perso la parte.
Invece durante l'ultimo giorno di riprese di Billy Madison ricevetti una telefonata.
Mi dissero: "Se vuoi farlo, si parte con il volo di domani mattina" e io risposi: "Sì!".
Ero così felice!"

Lauri Apelian, produttore associato:
"Abbiamo anche parlato con Sean Connery per il ruolo Raiden ma abbiamo capito subito che in quel momento era interessato solamente al golf.
Per Johnny Cage avevamo bisogno di trovare un attore che avesse la sfrontatezza tipica del personaggio ma che mostrasse anche la propria umanità.
Linden era la giusta combinazione: un attore arrogante ma carico di calore umano.
Non volevamo che le donne fossero dei semplici personaggi di cartone e con Talisa Soto (Kitana) e Bridgette, abbiamo ottenuto lo scopo! 
Volevamo personaggi femminili con i propri punti di forza, la propria indipendenza e, soprattutto, le volevamo dotate di un'intelligenza che andasse oltre la loro bellezza e il loro lato sexy.
Rappresentavano sul grande schermo donne intelligenti, donne forti".
Taliso Soto (Kitana) con Robin Shou (Liu Kang).
Christopher Lambert, attore (interpretò Raiden):
"Pranzai con Paul Anderson e Larry Kasanoff, e mi offrirono la parte.
Mi mostrarono la sceneggiatura e la trovai molto divertente.
Dissi di sì, anche perché avevo visto il primo film di Paul ed era fantastico.
Mi piaceva Raiden: il cappello, il mantello, i capelli bianchi e i suoi poteri.
Per interpretare  Raiden non avrei avuto bisogno di allenarmi e questo fu un bene.
E' stato l'unico film d'azione della mia carriera che non ha richiesto una preparazione fisica".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Quando realizza il suo primo film hollywoodiano un giovane regista rischia di essere sopraffatto.
La pressione nel dover dirigere grandi nomi, pagati molto più di te, è enorme.
Per fortuna c'era Christopher Lambert, che mi ha aiutato veramente.
Era rilassato, tranquillo e niente sembrava disturbarlo o dargli fastidio.
E' quel genere di persona in grado di influenzare tutto il set per un semplice motivo:
se c'era qualcosa che non andava, per lui non era un problema e se non è un problema per la star affermata, non può esserlo nemmeno per gli altri".

Ed Boon, co-creatore della saga di Mortal Kombat:
Christopher Lambert ha fatto un ottimo lavoro. La sua prestazione personale è stata fantastica.
Agli inizi quando immaginavamo Raiden pensavamo alla mitologia asiatica.
Il suo volto non era mai stato mostrato chiaramente nei videogiochi, quindi non avevamo mai realmente definito i suoi tratti, ma il "tizio di Highlander - L'ultimo immortale"...
Non ci sarebbe mai venuto in mente".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Con Christopher stringemmo un accordo creativo speciale: avrebbe dovuto lavorare con noi per sole quattro o cinque settimane. Sarebbe stato comunque costoso ma non avevamo la possibilità di farlo venire in Thailandia con noi perché i costi sarebbero lievitati troppo.
Così studiai un piano per ridurre le spese: avremmo girato i primi piani e le inquadrature di Christopher a Los Angeles e poi le avremmo unite in qualche modo con le riprese girate in Thailandia.
Quando Christopher scoprì il mio piano mi disse: "Lascia perdere. Vengo in Thailandia con voi". Sapeva che così avrebbe migliorato la qualità del film e sarebbe stato più semplice per tutti riprenderlo direttamente all'interno di quei paesaggi. E così è stato.
I suoi agenti e i suoi avvocati erano furiosi con lui perché, in pratica, era venuto in Thailandia gratuitamente. Una volta lì, inoltre, ha anche pagato per il party per celebrare la fine delle riprese".

Si comincia!


Quando era in scena, Goro necessitava di 16 burattinai per muoversi e combattere.
Il cast si ritrovò a Los Angeles per la prima parte delle riprese e poi si diresse verso la Thailandia dove furono girate molte delle scene più importanti del film.

Linden Ashby, attore (interpretò Johnny Cage):
"Abbiamo iniziato le riprese all'aeroporto di Santa Monica.
C'è un bar laggiù, sul lato sud delle piste, dove ci ritrovavamo il venerdì, quando avevamo terminato di girare. Dio mio, accadde qualcosa di assolutamente pazzesco.
Con noi c'era un medico, un tipo divertente, eccentrico.
Lavorava come addetto alla nostra sicurezza sul set.
Insomma, era un medico ma anche un membro della sicurezza.
Un giorno Tom Cruise, che aveva un hangar nelle vicinanze, si avvicinò al nostro set e disse: "Ehi, cosa state girando ragazzi? Posso dare un'occhiata?"
Il nostro medico gli disse: "Tu non fai parte di questo film. Vai via!".
Tom Cruise continuò: "Ma voglio solo vedere!" e il medico: "Non mi importa chi sei, fuori da qui!"
Tom Cruise si voltò e andò via".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Goro è stato creato da Tom Woodruff e Alec Gillis della Amalgamated Dynamics.
Tom era il ragazzo nel costume da alieno durante le riprese di Alien 3.
Creare Goro è stata una grande impresa che ha richiesto il lavoro di molti specialisti.
Era il nostro pezzo forte e ci aspettavamo molto da lui.
Goro divenne il vero divo del nostro set. Tutti scherzavano chiedendosi se il grande attore sarebbe uscito o meno dalla sua roulotte.
Lo dovevamo bloccare sul set ed io cercavo di riprenderlo nel modo più creativo possibile per minimizzare le limitazioni dovute alla sua scarsa mobilità.
Abbiamo utilizzato parecchia computer graphics, soprattutto per sincronizzare al meglio le labbra.
Durante un incontro con i produttori abbiamo discusso sull'eventualità di trasportare Goro in Thailandia, e io ho detto, "Non esiste! Facciamo fatica a controllarlo in uno studio attrezzato a Burbank. Non so cosa potrebbe accadere in Thailandia",

Jonathan A. Carlson, scenografo:
"Goro aveva bisogno di 13-16 burattinai. C'erano cavi ovunque.
Un ragazzo si occupava del movimento dei bulbi oculari. Un altro ragazzo muoveva le sopracciglia. Un altro ragazzo qualcos'altro. Hanno speso 1.000.000 di dollari per quel burattino.
All'inizio volevamo ambientare alcune scene in un enorme giardino con bellissimi stagni, enormi gigli e grandi vasche d'acqua ma all'ultimo minuto abbiamo cambiato tutto.
I produttori avevano paura che Goro potesse cadere in uno dei miei stagni e che ciò provocasse un corto circuito che avrebbe rovinato l'elettronica di quel bestione.
Quindi si sono detti: "Roviniamo il progetto di Jonathan ed evitiamo ogni specchio d'acqua".

Paul W.S. Anderson, regista:
"La prima scena di lotta che ho ripreso è stata con Robin Shou (Liu Kang), un uomo che ha girato film ad Hong Kong!
Non l'avevo mai fatto: abbiamo girato una grande e lunga scena di lotta, in un'unica ripresa.
Purtroppo ci furono un paio di errori, così fui costretto a girarla di nuovo.
Al secondo tentativo ci furono ancora più errori e la girammo nuovamente.
Al terzo tentativo le cose peggiorarono. I ragazzi erano esausti.
Robin venne da me e mi disse: "Paul, sai che devi cambiare piano di inquadratura, non è vero?"
Io risposi: "Mi dispiace..."
Scoprii che nelle scene di lotta si utilizzano le riprese da lontano per due secondi, mai di più.
Per il resto si usano inquadrature strette che servono ad enfatizzare gli impatti.
Ho imparato molto girando questo film e sono stato molto fortunato a lavorare con persone positive che non mi sono saltate alla gola dopo essersi rese conto che avevo girato tutte le scene di combattimento con un'inquadratura ampissima."
Robin Shou, attore (interpretò Liu Kang):
"Pat E. Johnson, il coreografo dei combattimenti, ha reso la mia performance molto semplice. Abbiamo sfruttato molte idee del cinema di Hong Kong che ben si adattavano a questo film.
Pat mi ha dato la possibilità di fare tutto quello che volevo.
Lui mi forniva uno scenario e le prime mosse e poi io potevo continuare a mio piacimento seguendo il flusso del combattimento e le mie intuizioni.
Mi dava comunque dei suggerimenti:
"Forse non dovremo fare così perché a questo punto della storia abbiamo bisogno che accada questo..."
Le coreografie dei combattimenti sono simili a quelle della danza.
Studi come andare dal punto A al punto B, dal punto B al punto C, e nel punto C porti a termine la lotta.
Si progettano le mosse che si utilizzeranno e ci si sposta da un punto all'altro".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Andare in Thailandia è stata una decisione fondamentale: volevo filmare grandi paesaggi realmente esistenti. C'era qualche difficoltà extra (ogni mattina dovevamo portare tutte le apparecchiature in spiaggia, tramite una barca) ma è stato meraviglioso, anche perché sono andato a lavorare su un motoscafo ogni giorno. Non importava quanto stanco fossi. Lavorare con il vento che soffia tra i capelli, andando a 60 miglia all'ora in questa splendida baia, è stato fantastico. Ero sempre pronto a spaccare!"

Jonathan A. Carlson, scenografo:
"Quando giravamo in Thailandia, avevano un modo diverso di preparare il set.
Dicevo: "Ragazzi, tutti questi massi dobbiamo spostarli lì in fondo".
Avevamo circa 100 ragazzi, quasi tutti con una sigaretta in bocca, che discutevano animatamente su quale fosse il percorso migliore lungo il quale far rotolare le pietre.
Iniziavano a spostarne una, poi si fermavano per un'altra sigaretta e litigavano nuovamente sul percorso da compiere.
Alla fine della giornata, tornavi e trovavi la pietra spostata dalla parte opposta.
Chiesi loro se non potessero prendere un escavatore per sollevare il masso e spostarlo in cinque minuti ma mi risposero: "No, no, no. In Thailandia facciamo le cose diversamente!"
Per fortuna abbiamo trovato un ragazzo del posto che possedeva alcuni mezzi pesanti.
Abbiamo chiamato lui e in un attimo ha risolto la situazione mettendo in riga tutti gli altri lavoratori. Il primo mese, senza di lui, fu un inferno ma da quel giorno non ci furono più intoppi".
La spiaggia che fa da cornice ad alcuni dei combattimenti del film.
Linden Ashby, attore (interpretò Johnny Cage):
"In Thailandia, molti ragazzi erano in difficoltà. C'era così caldo. Stavamo girando nelle zone tropicali e tutti bevevano molti alcolici. Lì, in mezzo a tutta quella gente sudata, c'era un odore simile a quello di una distilleria. Le cose si erano messe male".

Bridgette Wilson-Sampras, attrice (interpretò Sonya Blade):
"Io giravo la mia parte e poi mi chiudevo nella mia stanza d'albergo. Questo è stato sempre il mio modo di lavorare... Un po' triste. Mi ricordo che stavo abbastanza bene lì. Mia mamma venne con me. All'epoca avevo 21 anni... O forse ancora 20? Abbiamo fatto un giro insieme e ci siamo divertite.
Era il posto più bello che avessi mai visto".

Jonathan A. Carlson, scenografo:
"Abbiamo utilizzato una schiuma gialla che si espande fino a 28 o 30 volte rispetto al proprio peso.
Era una cosa incredibile: un derivato del polistirolo bianco che può diventare duro come una roccia o morbido come un marshmallow! E' anche facilmente curvabile.
Grazie a questa schiuma abbiamo creato parte del nostro mondo.
Per esempio, prendendo della semplice corda di canapa e spruzzandoci sopra questa schiuma, potevamo ottenere delle viti giganti.
Avevamo una squadra di persone che girava costantemente per Bangkok, perché allora era difficile trovare questo composto in Thailandia.
I nostri ragazzi cercavano nei vicoli, nei negozi, ovunque, pur di riuscire a recuperare questa schiuma miracolosa ".

Bridgette Wilson-Sampras, attrice (interpretò Sonya Blade):
"Ho girato tutte le mie scene di lotta e le mie acrobazie da sola ed erano cose toste.
Tutti gli altri hanno lavorare con i dei personal trainer per un paio di settimane prima delle riprese ma io non ho avuto il tempo di prepararmi fisicamente come loro.
Per fortuna hanno deciso di posticipare le riprese della mia scena di lotta più importante, con Kano (Trevor Goddard, RIP) in modo da darmi il tempo per allenarmi mentre giravano gli altri combattimenti.
Purtroppo mi sono subito slogata una spalla.
In ogni caso mi sentivo bene perchè si trattava di una dislocazione parziale.
Tutti erano preoccupati per me. Mi hanno fatto molti test.
Alla fine è andato tutto bene".
Bridgette Wilson-Sampras (Sonya Blade) affronta Trevor Goddard (Kano).
Larry Kasanoff, produttore:
"Alcune scene di combattimento hanno richiesto due settimane per essere filmate.
Non ci sono finti combattimenti o scene realizzate con il computer.
Se sullo schermo vedi un ragazzo correre, saltare sulla testa di qualcuno e scagliarlo a terra, allora lo ha fatto veramente e noi l'abbiamo ripreso.
Abbiamo perlustrato il mondo alla ricerca di artisti marziali unici loro hanno portato in dote tutte le loro competenze relative al combattimento.
Un ragazzo ha un'abilità particolare? Prepariamo un combattimento ad hoc, in modo che la possa mostrare al pubblico".

Ed Boon, co-creatore della saga di Mortal Kombat:
"A quei tempi era tutto una novità per me. Vedevo gente in costume che diceva: "Domani il ragazzo che interpreta Shang Tsung sarà qui" oppure "La prossima settimana gireremo il combattimento tra Sub-Zero e Liu Kang".
Capivo che era tutto reale, che le cose erano state pianificate per bene, che ce'era un bilancio da rispettare. E' stato incredibile vedere questo videogioco trasformarsi in un film".

"Ho pisciato sangue..."


Il pericoloso combattimento tra Linden Ashby (Johnny Cage) e Chris Casamassa (Scorpion).
Dopo aver terminato le riprese in Thailandia, un piccolo numero di persone scelte poté visionare una versione preliminare del film. Emerse così un grosso problema...

Linden Ashby, attore (interpretò Johnny Cage):
"Abbiamo terminato le riprese e abbiamo messo insieme una versione preliminare del film.
Ci siamo subito resi conto che mancavano i tipici combattimenti della saga di Mortal Kombat".

Larry Kasanoff, produttore:
"Quando abbiamo testato la versione preliminare del film, la risposta del pubblico è stata unanime: "Adoriamo tutto quello che abbiamo visto ma in questo film non ci sono abbastanza combattimenti". Siamo tornati a girare investendo più soldi e filmando molte nuove battaglie".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Abbiamo girato e aggiunto i miei combattimenti preferiti: Scorpion contro Johnny Cage e Reptile contro Liu Kang. Il merito è stato dell'ottimo coordinatore degli stuntman ma anche Robin è stato un grande curando da solo le coreografie di alcuni scontri.
Non dimentichiamoci che Robin ha iniziato come stuntman a Hong Kong e che ha lavorato con Jackie Chan. E' molto preparato.
Matrix ha fatto storia in questo campo ma, a quei tempi, Mortal Kombat era all'avanguardia per quanto riguarda le arti marziali".

Robin Shou, attore (interpretò Liu Kang):
"Anche se si trattava di un film ispirato a un videogioco abbiamo cercato di creare combattimenti molto realistici.
Quando colpivamo il movimento non doveva fermarsi e i match non dovevano avere pause perché quando Scorpion vuole uccidere qualcuno, non si ferma fino a quando non ha raggiunto il suo obiettivo. La stessa cosa vale per Reptile. Non ci sono pause.
Le pause avrebbero reso i combattimenti noiosi!"

Paul W.S. Anderson, regista:
"Robin dava i voti ai combattimenti. Uno, due oppure tre. Questi numeri si riferivano alle costole che si era danneggiato durante le riprese.
Il match contro Reptile era un combattimento da tre costole...
Mi ricordo anche di Linden Ashby. Era constretto ad ingoiare antidolorifici come se fossero caramelle. Durante il combattimento contro Scorpion aveva dato proprio tutto.
Mi ricordo che venne da me ansimando e mi disse: "Non ho mai provato un dolore così grande in tutta la mia vita" e io risposi: "Quante costole ti sei rotto? Robin è a quota tre!"
Mentre affrontava Keith Cooke (Reptile), Robin Shou (Liu Kang) si fratturò ben 3 costole.
Robin Shou, attore (interpretò Liu Kang):
"Per quanto riguarda il combattimento tra Johnny e Scorpion, la parte difficile fu convincere Linden che era in grado di fare tutto da solo. Lui è un attore classico e mi disse: "Datemi una controfigura!" e io: "Linden, non si può assolutamente! Deve essere una scena realistica e credibile. So che stai per essere picchiato, so che sarai contuso ma alla fine sarà fantastico da vedere".

Linden Ashby, attore (interpretò Johnny Cage):
"Stavo combattendo contro Chris Casamassa (Scorpion) che era anche il mio insegnante di arti marziali. Durante la lotta Chris ha eseguito un calcio ad ascia e mi ha colpito ai reni.
Avevo delle protezioni ma il suo tallone mi ha colpito molto forte proprio dove ero scoperto.
Ho pisciato sangue per giorni. Mi ha fatto malissimo".

Robin Shou, attore (interpretò Liu Kang):
"Nel mio combattimento con Reptile abbiamo davvero esagerato. Era la nostra decima ripresa, ero un po' stanco e mentre eseguivo una delle mie acrobazie, Reptile mi ha colpito al volo scaraventandomi contro una colonna. In quel momento mi sono fratturato due costole perché sono finito dove non mi aspettavo di finire: sul bordo della base della colonna.
Ho deciso di non dirlo a nessuno. Perchè? Se avessi confessato ai produttori di essermi rotto le costole avrebbero fermato le riprese e avrei fatto sfumare il mio sogno hollywoodiano.
Mi faceva male, mi sono fermato e ho preso un sacco di antidolorifici, poi ho terminato di girare il combattimento nonostante le due costole fratturate.
Ho detto a Keith Cooke, che interpretava Reptile: "Mi fanno male le costole sul lato destro. Non darmi calci da quella parte". Sono riuscito a resistere fino alla fine del match e poi di corsa in ospedale".

"Siamo stati buttati fuori da due case discografiche!"


La colonna sonora Mortal Kombat era audace, utilizzava un certo genere di musica (dance elettronica) in un modo che non era mai stato fatto prima in un film di Hollywood.
Trovare una casa discografica per la colonna sonora sembrava un compito impossibile.

Larry Kasanoff, produttore:
"La colonna sonora di Mortal Kombat è stato il primo disco di platino nella storia di EDM.
Abbiamo insistito nel voler utilizzare musica dance elettronica anche se la cosa all'epoca sembrava folle. Siamo stati letteralmente buttati fuori da due case discografiche.
A quei tempi si potevano fare un sacco di soldi con le colonne sonore dei film e fissammo un appuntamento per siglare un accordo con la Sony.
Entrammo nel loro ufficio e spiegammo la nostra idea: musica dance elettronica.
Ci risposero: "No. Ecco la nostra idea: vogliamo un bravo chitarrista che duetti con Eddie Van Halen o qualcosa del genere". Allora rispondemmo: "Ma la musica dance elettronica..." e così ci hanno cacciati fuori.
Poi andammo alla Virgin Records. Entrammo e spiegammo nuovamente la nostra idea: musica dance elettronica.
Ci risposero: "Che ne pensate di Janet Jackson?"
A proposito, mi piace Janet Jackson, ma non aveva nulla a che fare con Mortal Kombat.
Ci cacciarono, di nuovo.
Non riuscimmo a ottenere nessun contratto discografico così producemmo da soli la colonna sonora di Mortal Kombat e ci affidammo ad una piccola casa discografica (EDM) che nessuno aveva mai sentito nominare.
Fu il primo disco di platino nella storia di EDM".

George S. Clinton, compositore:
"Per la proiezione di prova utilizzammo una colonna sonora provvisoria con musica più tradizionale (orchestrale) ma fu subito chiaro che gli spettatori non ne erano soddisfatti. Decisi allora di cambiare approccio. Avrei usato della musica techno e vi avrei inserito strumenti asiatici etnici (batteria taiko, shakuhachi, tuva) accompagnati da un'orchestra, ma non un'orchestra normale: un'orchestra testosteronica.
Nessun flauto, nessun clarinetto, nessuna tromba, nessun violino, ecc...: solamente 18 viole, 14 violoncelli, 6 contrabbassi e percussioni".

Larry Kasanoff, produttore:
"Il mio partner aziendale è Jimmy Ienner. Egli è, tra le altre cose, uno dei più grandi produttori musicali della storia. Che colonna sonora deve avere un film di arti marziali?
Deve avere un ritmo ballabile. Deve avere un ritmo che faccia muovere il pubblico.
Gli spettatori non devono guardare semplicemente il film: devono esserne coinvolti.
Ecco perché abbiamo optato per questo tipo di musica.
Abbiamo cercato, provato e riprovato. Questo è stato il processo.
La musica di un film deve essere funzionale. Deve servire la scena.
Se si guarda uno dei nostri combattimenti con la musica e senza musica, la differenza è enorme".

"Ero terrorizzato..."


Finalmente arriva la fase di post-produzione, e tutta la produzione attende con ansia il 18 agosto 1995, data di uscita ufficiale nei cinema.
Il successo fu clamoroso: Mortal Kombat divenne il film più visto per tre settimane consecutive.

Christopher Lambert, attore (interpretò Raiden):
"Quando abbiamo iniziato a girare Mortal Kombat, l'intera l'industria del cinema era molto scettica a riguardo. Non avevamo idea di quale sarebbe stato il risultato".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Ero terrorizzato. Come andrà l'esordio al cinema? Ho forse compromesso la mia carriera? Mi manderanno via dagli Stati Uniti d'America?" Mi ricordo di aver pensato: "Dio mio, l'ultimo posto in cui voglio essere è a Los Angeles. Voglio andare da qualche altra parte".
Così sono andato alle Hawaii con la mia ragazza e, una volta giunto al centro del nulla assoluto, ho avuto la notizia che il film era al primo posto ai botteghini, il più visto.
Dissi subito: "Dannazione! Perché non siamo a Los Angeles adesso? Il film è al primo posto! Dovrei essere a Los Angeles in questo momento".
Ma avevo già pagato tutto, così siamo rimasti alle Hawaii per un po'".

Ed Boon, co-creatore della saga di Mortal Kombat:
"Quel giorno ricordo di essermi svegliato e di aver sintonizzato il televisore sulla CNN.
Lì vidi la notizia: Mortal Kombat aveva esordito al cinema con un incasso di 23.300.000 di dollari, il secondo miglior debutto cinematografico della storia, nel mese di agosto. Era qualcosa di incredibile, qualcosa di enorme".

Lauri Apelian, produttore associato:
"Nessuno di noi poteva nemmeno immaginare un tale successo.
Mortal Kombat fu il film più visto per ben tre settimane consecutive".

Paul W.S. Anderson, regista:
"Dopo Mortal Kombat ho voluto provare qualcosa di diverso.
Nel 1997 Mike De Luca, il presidente della New Line Cinema, mi chiese se volessi tornare per dirigere Mortal Kombat: Distruzione totale, ma ho finito per dedicarmi a progetti molto diversi.
Ho girato Punto di non ritorno un film tetro e dark, ma completamente diverso da Mortal Kombat. Ho spesso ripensato a quella mia decisione... Forse avrei dovuto accettare la proposta di Mike
Questo sentimento mi ha spinto a girare un altro film tratto da un videogioco, sto parlando di Resident Evil, e questa volta ho intenzione di non commettere lo stesso errore. 
E' ironico pensare che la mia decisione di non dirigere il secondo film di Mortal Kombat è stata il motivo che mi ha spinto a partecipare a Resident Evil, Resident Evil: Apocalypse, Resident Evil: Extinction e Resident Evil: Retribution".

Fonte: [Sito web: The Hollywood Reporter]

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