Mortal Kombat 11: la lista completa di tutte le STAGE BRUTALITY!

Sorprendete i vostri nemici con queste finisher speciali, non presenti nelle liste mosse standard del gioco e utilizzabili fin da subito.

Injustice 2 (2017) - La recensione completa!

Gli autori di Mortal Kombat ci riportano nella loro distopica versione dell'universo DC Comics. Ed è un vero piacere...

L'incredibile ed inedita storia del film Mortal Kombat (1995).

Vi raccontiamo tutti i retroscena della nascita della pellicola che ha saputo spezzare la maledizione che legava cinema e videogiochi.

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mercoledì 24 agosto 2016

Il secondo numero dell'edizione italiana del fumetto di Mortal Kombat X è finalmente disponibile.

Mortal Kombat X - Comics #2
Come da titolo, avvisiamo che è finalmente disponibile nelle fumetterie/librerie e online, il secondo volume del fumetto prequel di Mortal Kombat X, edito in Italia da Lion Comics.

Questo albo, uscito negli USA l'anno scorso (su carta e in digitale), ha fatto preoccupare non poco i fan italiani a causa continui rinvii della versione nella nostra lingua.
Per fortuna, poco prima di Ferragosto, il volume ha fatto il suo esordio nel mercato del Bel paese.
Il secondo numero italiano contiene i numeri cartacei USA dal #5 al #8 che compongono l'arco di storie detto "Blood Gods", che seguono il precedente "Blood Ties".
Mortal Kombat X - Comics #2
In questa seconda parte si possono scoprire alcuni retroscena lasciati volutamente abbozzati nel videogioco di MKX, per esempio come ha fatto Sub Zero II a tornare in forma umana dopo la trasformazione in cyborg avvenuta in MK9.

Aspettando la terza e ultima raccolta contenente le uscite da #9 a #12, per chi vuole vedere tutte le tavole dei precedenti prequel a fumetti dei vari MK (di John Tobias, co-creatore della saga) o leggere i nostri speciali dedicati all'ultimo, esiste la sezione Story Intro.

 Amazon Italia
Per chi fosse interessato ad acquistare il secondo numero dell'edizione italiana del fumetto di Mortal Kombat X, vi segnalo che è ora disponibile anche sul sito del famoso colosso delle vendite Amazon:
Se trovate interessanti i nostri articoli, prendete in considerazione la possibilità di effettuare una piccola donazione.
    AUTORE:

    Rapper Nero

    Redattore, moderatore forum.

    Classe 1986, ha iniziato ad amare i picchiaduro grazie ai cabinati di Street Fighter 2 e Mortal Kombat
    Oltre a pubblicare articoli su Mortal Kombat Addicted (dal 2013), gestisce il suo blog personale, Disciplina Urbana, e scrive recensioni per il sito Fighting Side
    Fieramente contrario all'approccio agonistico ai videogiochi e alle competizioni torneistiche, è un sostenitore del single player e dell'importanza di un universo narrativo solido nei picchiaduro… 
    Il suo nickname, Rapper Nero, deriva da un nome provvisorio dato ad un personaggio di sua invenzione.
    Nessun riferimento alla cultura Hip Hop, tiene a precisare, soprattutto considerando la piega “gangsta-capitalistica” presa dal genere...

    giovedì 25 giugno 2015

    Spin off e crossover di Mortal Kombat.


    Mortal Kombat è una popolare serie di picchiaduro ad incontri ma, dato il suo intricato universo narrrativo, su di esso sono stati fatti anche degli spin off ufficiali di genere action\adventure (da non confondere con le modalità Konquest, ovvero gli story modes in terza persona di Deception e Armageddon) e un crossover con l'universo DC.

    Questi insoliti capitoli sono stati a volte bistrattati dalla critica ed altre volte elogiati come ottime alternative ai classici MK, ma qual’è la verita?
    Ecco quindi la guida definitiva a tutti gli spin off marchiati dall’effige del dragone, per fare luce su vari loro aspetti e colmare alcuni dubbi.




    Piattaforme: Sony PlayStation, Nintendo 64
    Release: 1 Ottobre 1997 (USA), 2 Dicembre 1997 (Eu)
    Genere: Action\adventure, plattform.
    Canonico con la storyline ufficiale:

    Il primo esperimento di adventure game\plattform targato Mortal Kombat.
    Prequel diretto di Mortal Kombat 1, mette il giocatore nei panni di Bi Han: il primo Sub Zero, che al soldo di Quan Chi deve recuperare il Kamidogu di Shinnok nel Tempio degli Elementi, per poi tornare a riprenderselo nel Netherrealm quando Raiden lo informa che tale amuleto, nelle mani dell'Elder God decaduto, potrebbe mettere in serio pericolo la Terra. (per sapere di più sulla sua storia, potete leggere la Biografia completa di Bi Han - l'originale Sub Zero)
    Nonostante il concept interessante, che ha fatto nascere personaggi del calibro di Quan Chi, Fujin e Shinnok, sin dalla sua release è stato aspramente bistrattato dalla critica “specialistica”.
    Saremo franchi, a livello tecnico Mythologies non mai stato un capolavoro, ma ha diversi tocchi di classe che lo rendono un buon picchiaduro a scorrimento con elementi plattform squisitamente retrò e, soprattutto, unico nel suo genere.
    A differenza dei comuni plattform 2D, qui si gioca alla maniera di un MK tradizionale, saltando coi tasti direzionali e, sostanzialmente, usando lo stesso tipo di gameplay fatto di spazzate, combo e uppercuts. Queste strane features, unite al tasto apposito per girarsi (considerato scomodo), hanno fatto ingiustamente imbestialire la critica, che ha bollato il gioco come uno scialbo incrocio fra un picchiaduro e un plattform.
    Niente di più sbagliato.
    L'affossamento di Mythologies è stato probabilmente uno dei più grossi errori da parte dei recensori videoludici, probabilmente stufi del brand e improntati a considerare solo i prodotti possibilmente 3D e al "passo coi tempi". In un periodo dove la grafica poligonale era diventata l'avanguardia, era molto difficile vedere di buon occhio qualcosa di tecnicamente sorpassato e dal gameplay inusuale. Saltare con la croce direzionale (con una certa precisione) al posto dell'apposito tastino non era certo intuitivo per gli amanti dei plattform, come non era intuitivo il tasto per girarsi, ma dopotutto bastava un po' d'allenamento per abituarsi.
    Quindi, recensioni del passato a parte, MK Mythologies era ed è un titolo valido per molti altri motivi, vediamone alcuni.
    Si potrebbe partire dicendo che è stato l'ultimo MK ad avere la mitica grafica digitalizzata, uno dei simboli stilistici della saga (può non piacere, ma vedere Sub Zero con quella grafica fa tutto un altro effetto), si potrebbe parlare del buon sistema combo (simile a quello del Sub Zero II di MK3) con l'aggiunta di poter mandare in juggle l'avversario dopo un uppercut, delle classiche mosse speciali da usare con parsimonia dato il cosumo dell'apposita barra, o della possibilità di guadagnare punti esperienza per nuove mosse inedite. Parlando poi di storia ci si trova davanti ad un buon lavoro, questo è l'unico capitolo vecchio che, fra le tante cose, spiega per bene l'origine dell'odio fra Scorpion e Sub Zero, non è poco. Chiaramente, per apprezzarla a fondo, deve anche piacere il gusto a metà fra serio e trash tipico di MK; i videogiocatori più giovani potrebbero trovare un po' squallide alcune cutscenes che, pur raccontando una trama di tutto rispetto, sono recitate alla "bell'e meglio" da attori che smorzano l'epicità del contesto con atteggiamenti al limite del macchiettistico. Vi farete parecchie risate vedendo Richard Divizio (l'attore che si prestava per il motion capturing di Kano) mentre interpreta Quan Chi, o il siparietto tenero fra Sub Zero e Sareena, ma dopotutto MK è sempre stato un ibrido fra violenza grottesca, eroismo da arti marziali e comicità velata, quindi questi aspetti da B-Movie non ci sentiamo di "condannarli", in quanto parte integrante della saga, soprattutto all'epoca.
    Si potrebbe spezzare una lancia anche in favore dell'ambientazione, che crea nuove locations qui sotto forma di livelli, a volte un po' ripetitivi è vero, ma anche labirintici al punto giusto per mettere ulteriormente in difficoltà il giocatore. Decisamente riuscite zone come il Tempio Shaolin o la Prigione delle Anime, ricomparse anche altre volte nei capitoli successivi e qui ricche di nemici che vanno da vari tipi di monaci Shaolin, fino ai membri della Fratellanza dell'Ombra.

    E poi bisogna dirlo: Mythologies è difficile.

    Scordatevi la facilità dei plattform attuali con vite infinite e margini d'errore molto bassi, qui si suda, perchè ogni passo falso porta al game over e la bassa (ma spietata) intelligenza artificiale dei nemici, non aiuta. Per i giocatori non avvezzi a certe sfide, consigliamo i pratici "cheats" per portarlo a termine, altrimenti preparatevi ad imprecare parecchio. Vi abbiamo avvisati.
    Insomma, MK Mythologies non è affatto lo schifo che hanno dipinto molte recensioni, non sarà l'adventure 2D migliore mai prodotto, ma ha tanti di quei pregi (soprattutto per i fan di MK) che gli errori, nonostante siano abbastanza, passano in secondo piano.
    Se volete giocarci legalmente, sappiate che dovete cercare molto e spendere altrettanto, perchè ormai è divenuto una vera rarità, sia per PSX che Nintendo 64.




    Piattaforme: Sony PlayStation
    Uscita: 30 Luglio 2000 (USA) - 29 Settembre 2000 (EU) 
    Genere: Action\adventure, TPS.
    Canonico con la storyline ufficiale:

    Il secondo gioco action sull'universo di Mortal Kombat, dove non si impersona di nuovo il ninja
    criomante, bensì il militare Jackson "Jax" Briggs delle Special Forces, impegnato in una caccia al Black Dragon di Kano e dei suoi scagnozzi evasi dal carcere: Jarek, Tremor, Tasia, No Face, il tutto svolto prima di Mortal Kombat 1 (se volete sapere di più sulla sua storia, vi consigliamo la biografia completa di Kano nella sezione personaggi). 
    Premessa interessante ma, purtroppo, questo spin off è stato bistrattato ancora di più del predecessore, con l'unica differenza che stavolta il prodotto è davvero sottotono.
    Special Forces nasce in un periodo travagliato per il team di MK, a causa dell'inaspettata dipartita di John Tobias (storico designer dei personaggi e sceneggiatore di gran parte della storyline) e di tutte le conseguenze annesse.
    Trovare elementi positivi che vadano oltre all'indubbio carisma di Jax e Kano, è abbastanza difficile; il gioco si presenta come un action\adventure 3D con elementi TPS, ma già dall'opening caratterizzato da motivi caleidoscopici, a metà fra 007 e uno spy movie anni 50, vi accorgerete che qualcosa non va, mentre dai primi minuti di gameplay vi accorgerete che anche l'esperienza ludica sarebbe stata da rivedere, ma nonostante tutto, qualcosa di buono c'è.
    Il nostro Jax non può saltare, può solo correre esplorando stanzoni vuoti (che dovrebbero essere i vari rifugi metropolitani del BlackDragon) ed uccidere i vari sgherri che gli si parano davanti, usando un vasto sistema di combo preimpostate simile a quello di MK3 ed alcune mosse speciali classiche; cosa positiva, considerando che si possono guadagnare attacchi aggiuntivi accumulando esperienza, se non fosse che tali combo sono troppo ostiche da eseguire se si va oltre ai "4 hits", rendendo frustranti gli scontri contro nemici e boss. Oltre a questo però, l'eroe possiede diverse armi da fuoco (con munizioni a consumo) come mitragliatrici, bombe, detonatori e molto altro, con possibilità di mirare da lontano; senza escludere l'obbligo di risolvere qualche enigma per progredire nella storia.
    Stilisticamente siamo su buoni livelli per quanto riguarda i personaggi in game, mentre per quanto riguarda la resa degli ambienti e dei "filmati", siamo su livelli un po' bassi e la visuale a volo d'uccello non aiuta.
    Le ambientazioni che percorrerete, inoltre, non sono minimamente da Mortal Kombat ma più da classico "gioco di guerra"; scordatevi i tipici luoghi suggestivi a cui si era abituati, queste inedite basi di copertura del Dragone Nero hanno ben poco di interessante. Partirete da un magazzino abbandonato, per poi passare alla rete fognaria, ecc.ecc., con l'unico sprazzo "mortalkombattoso" nell'ultimo livello, dove sarete finalmente nell'Outworld, ma andiamoci piano, un Outworld terribilmente castrato fatto praticamente da piattaforme fluttuanti su sfondo nero.
    Ovviamente il gioco lo si porta a termine volentieri, anche se il risultato complessivo è decisamente sciapo e difficilmente avrete voglia di ricominciarlo, a meno che vi siete persi dei passaggi della trama, questa abbastanza godibile pur essendo narrata all'85% dai soli dialoghi via radio fra Jax e Gemini, membro di comando delle Forze Speciali che sembra avere una certa affezione verso il Maggiore.
    Per concludere, MK Special Forces può risultare piacevole più che altro perchè è un Mortal Kombat, canonico, sostenuto dalla presenza di Jax (in origine doveva esserci pure Sonya) e di alcuni villains interessanti, Tremor su tutti, diventato negli anni una sorta di "mito" tanto da essere inserito nel decimo capitolo regolare (intro a fumetti compreso), quindi ci sentiamo di consigliarlo solo ai collezionisti che non vogliono perdersi nemmeno un MK, i quali faticheranno anche abbastanza per trovare ancora qualche copia usata.





    Piattaforme: Xbox, PS2
    Uscita: 16 Settembre 2005 (USA) - 30 Settembre 2005 (EU)
    Genere: Action adventure\styilish action
    Canonico con la storyline ufficiale: No.

    Dopo il dimenticabile  Special Forces, a distanza di 5 anni ecco nascere il terzo spin off dedicato all'universo di MK, con ora protagonisti i due monaci più famosi dei videogiochi: Liu Kang e Kung Lao. Si può già dire che qui la critica è stata positiva sin da subito, infatti Shaolin Monks è davvero un'ottimo prodotto, anche per quanto riguarda il gameplay, non solo personaggi e atmosfera.
    Impersonando i già citati guerrieri del Loto Bianco, bisognerà farsi strada nell'Outworld per distruggere letteralmente i seguaci di Shao Kahn usando ogni mezzo possibile, dai classici colpi di Kung Fu, passando per le tipiche mosse speciali fino alle finishers più disparate (Brutality, Multality ed alcune Fatalities al limite del comico), ma anche usando elementi ambientali come armi da taglio, corpi contundenti o varie trappole splatter per buttarci dentro i malcapitati. Possiamo dire che questo è uno dei migliori picchiaduro a scorrimento 3D (con elementi adventure) mai creati, che può seriamente concorrere contro il più blasonato God Hand. Il sistema di gioco, decisamente “stylish”, è intuitivo e molto ricco, nonostante prenda a piene mani dai capisaldi action del periodo (Devil May Cry in primis); oltre a movenze classiche dell'adventure moderno tipo la corsa sul muro o l'ondeggiare sulle travi, avrete a disposizioni colpi veloci, potenti, launchers, mosse speciali, attacchi aerei, prese, il tutto concatenabile per creare altre combo devastanti; senza dimenticare la possibilità di comprare mosse aggiuntive o di giocare in due, effettuando anche fatalities combinate.
    Lungo il massacro percorrerete i luoghi più classici del MKUniverse, come la Foresta Vivente, le Terre Desolate, la Tana di Goro, tutte infestate dai tipici mostri che abbiamo conosciuto nei vari capitoli in veste di elementi di contorno: orde di Tarkatans, demoni Oni, Shadow Priests e molti altri. Spesso ad aiutarvi ci sarà qualche altro eroe, da Johnny Cage a Jax, mentre i boss di fine livello, che garantiscono ottime battaglie nemmeno troppo facili, non sono altro che i cattivi più famosi, vi troverete a scontrarvi contro Reptile nel suo covo (visto in MK4), contro Baraka nella Tomba delle Anime, o Shao Kahn (difficilissimo) nel suo colosseo.
    Una nota dolente è invece la storia, questa, pur essendo svolta in tempo reale come nei comuni giochi action, non è all’altezza della serie, in quanto frettolosa e con molti passaggi da rivedere; fortunatamente però non è canonica con la timeline ufficiale, in quanto la vicenda di Shaolin Monks è una versione alternativa della ben più strutturata (per quanto fosse frammentata in intro, biografie e finali) trama dell’originale Mortal Kombat 2.
    Un altro elemento migliorabile, oltre al doppiaggio scadente nella versione italiana, è la grafica, con modelli poligonali in game un po’ grezzi e pochi tocchi di classe nella resa generale, senza parlare dei graficamente incompleti filmati di intermezzo, ai quali manca palesemente qualche passaggio (eccetto per il filmato d'apertura, quello davvero fatto bene).
    In ogni caso, questo è uno di quei giochi consigliati sia agli amanti degli action games che ai fan di MK, non è lunghissimo, ma lo si porta a termine a ripetizione, anche perché i personaggi selezionabili sono ben diversi come moveset e, come bonus, ci sono a disposizione pure Scorpion e Sub Zero (che purtroppo prendono il posto dei due monaci per quanto riguarda le battute e i ruoli, diventando quasi delle “skin”), se ci aggiungiamo i vari segreti da scoprire, la modalità cooperativa e la modalità versus a incontri, possiamo capire che le possibilità di gioco sono parecchie.
    Essendo uscito a fine 2005, è ancora "abbastanza" reperibile (anche a buon prezzo) sia per Xbox che per PS2.




    Piattaforme: Xbox360, Playstation 3
    Uscita: 16 Novembre 2008 (USA), 21 Novembre 2008 (EU, AUS)
    Genere: picchiaduro 3D a incontri
    Canonico con la storyline ufficiale: No
    Cronologia: Ottavo capitolo ufficiale ad incontri (sebbene non-canon con la storyline)

    Con l’arrivo della generazione Xbox 360\PS3 anche MK doveva lasciare i vecchi sistemi per approdare sulle consoles HD, ma stranamente, alla Midway (ora NetherRealm Studios) non si decise di sfornare un seguito ufficiale ambientato dopo il settimo capitolo detto Armageddon (quello succederà nel 2011), bensì un crossover fra i guerrieri di MK e i personaggi “metropolitani” della DC Comics.
    La cosa non è stata presa bene fin da subito per diversi motivi, dalle marcate differenze di concept al possibile fail di un MK “contaminato”, ma il gioco venne fatto ugualmente e riscosse pure un certo successo, piazzandosi fra i più venduti del periodo. Nonostante le buone vendite però, non è stato accolto bene soprattutto dai fan, che hanno appunto trovato un MK “misto”, meno violento (scelta discutibile, considerando che l’universo DC, in particolare il filone di Batman, è anche  più violento e “malato” di tutti i MK messi assieme) e meno d'atmosfera. Ma dopotutto il gioco nasce per essere un crossover rating +16 e, per quello che è, se la cava molto bene a differenza delle varie "mugenate"Capcom; infatti, come tradizione della serie, viene data un’interessante trama raccontata per mezzo di uno story mode diviso in due parti (anche più lungo di quello visto in MKX) e persino di un intro a fumetti fatto da John Tobias, come ai tempi del primo capitolo. Personaggi e locations si mescolano perfettamente fra di loro pur appartenendo a realtà differenti, proponendo eroi e malvagi di entrambi i mondi, come Kano, Jax, Sub Zero dal lato MK, o Superman, Joker, Lanterna Verde dal lato DC (non senza qualche dimenticanza, purtroppo), impegnati a contrastare la nuova minaccia composta dalla fusione di Darkseid e Shao Kahn: Dark Kahn. Fra alleanze, rivalità e collassi universali molto simili a quelli del comic book Marvel vs DC degli anni 90, lo story mode non annoia fino alla fine.
    Parlando di tecnica invece, per essere un prodotto di inizio “generazione HD” fa la sua parte, soprattutto dal lato grafico, sfoggiando particolareggiati modelli poligonali e scene di stampo supereroistico, che vanno da combattimenti in caduta libera a cambi repentini d’arena sfondando le pareti.
    Senza soffermarci sulla possibilità di muoversi in 3 dimensioni, riguardo all'interattività il gameplay propone delle novità non del tutto tecniche per il genere, ma sicuramente d’effetto; spingendo il nemico contro i margini potete inziare una sezione di combattimento a mezz’aria mentre si cade nello scenario sottostante, oppure si può effettuare il “klose kombat”: una presa che da inizio ad un “minigioco” fatto di attacchi e contrattacchi premendo il tasto esatto. Il sistema d'attacco invece pesca a piene mani dal Deadly Alliance per le stringhe preimpostate e, da MK4, per il sistema combo, permettendo di “linkare” i colpi standard alle specials per creare combinazioni più complesse, cosa ripresa nei successivi MK. Non dimentichiamo le pro moves: novità tecniche che consentono di espandere alcune mosse speciali sfruttando, con tempismo certosino, una finestra di frame; o la barra Rage: che consente di massimizzare il danno una volta attivata per un breve tempo.
    Kitana vs Lex Luthor nell'Accademia Wu Shi.
    Come avrete capito, il gioco in se è valido per molti aspetti, ma ce n’è uno in particolare che penalizza tutto il quadro generale: le animazioni condivise fra i vari personaggi. Non è bello vedere Jax che condivide i calci con Batman, o vedere Kano che condivide le animazioni dei pugni con Deathstroke, fa non curanza e rende i personaggi visivamente tutti simili. Potremmo anche annoverare fra i difetti la quasi assenza di segreti ed extra (eccetto la graditissima presenza di Shao Kahn e Darkseid selezionabili dopo aver completato lo story mode) e l’edulcorazione delle fatalities, ma i danni fisici ben fatti o alcune fatalities (Heroic Brutalities per gli eroi DC) classiche come il “Bacio Letale” di Kitana e Sonya, migliorano la situazione.
    Senza toccare argomenti da “pro-gamers”, possiamo dire che Mortal Kombat Vs DC Universe (considerato ormai l'ottavo capitolo ad incontri dopo l'arrivo di MK IX e X, nonostante la sua non-canonicità), è stato in linea di massima un buon titolo di inizio generazione X360\PS3, ma attualmente un po’ inutile data la presenza sul mercato dei successori e di Injustice. Ora come ora, può essere consigliato solo ai collezionisti di MK e agli amanti dei crossover supereroistici.

    martedì 31 marzo 2015

    Tornei - ESL annuncia le competizioni dedicate a Mortal Kombat X: Pro League Tournament e Kombat Cup sbarcano anche in l'Europa.

    ESL (Electronic Sports League) ha annunciato una serie di eventi competitivi dedicati all'ormai prossimo Mortal Kombat X validi, finalmente, anche per l'Europa.

    Abbiamo eventi dal vivo come la Kombat Cup e un vero e proprio campionato on-line di Mortal Kombat X (ESL Pro League Tournament) quindi, se amate la competizione e volete tentare di ricoprirvi di fama, gloria e, perchè no, denaro (i montepremi sono molto consistenti!) allora non avete più scuse che tengano.

    Vi lascio con il comunicato ufficiale con tutte le informazioni del caso.

    WARNER BROS. INTERACTIVE ENTERTAINMENT ANNUNCIA
    Il Who’s Next? Worldwide Competitive Program di Mortal Kombat™

    Warner Bros. Interactive Entertainment e NetherRealm Studios hanno stretto una partnership con ESL per Who’s Next? Worldwide Competitive Program che include il Fatal 8 Exhibition Tournament, Mortal Kombat X ESL Pro League Tournament e la Mortal Kombat Cup.
    Questa serie di tornei invita i giocatori di Mortal Kombat™ X del Nord America e di tutta Europa a competere per avere la possibilità di assicurarsi la vittoria di un montepremi da 100.000 dollari.

    Il programma prende il via l’11 aprile con il Fatal 8 Exhibition Tournament per i migliori giocatori di tutto il mondo che si scontreranno l’uno contro l’altro nel torneo dedicato a Mortal Kombat™ X.
    I giocatori potranno guardare il torneo dal vivo dagli ESL studios di Burbank acquistando i biglietti su mkxfatal8.eventbrite.com o online sul canale Twitch di NetherRealm Studios al seguente link: www.twitch.tv/netherrealm.

    Dal 19 aprile il Mortal Kombat X ESL Pro League Tournament si apre ai giocatori Xbox One di Nord America e Europa.
    Attraverso competizioni settimanali che offrono premi in denaro i giocatori possono guadagnarsi la possibilità di essere uno dei 16 partecipanti alla gran finale che si svolgerà a Los Angeles l’11 luglio.
    La Mortal Kombat Cup è una serie di tornei dal vivo che avrà luogo in 17 nazioni*.
    I combattimenti si svolgeranno da aprile a giugno per arrivare alla finale internazionale presso la JAPAN EXPO di Parigi il 5 luglio.
    “NetherRealm Studios è un grande supporter dei giochi di combattimento a livello professionale e poter lavorare con ESP per il Pro League Tournament ci consente di portare le competizioni di Mortal Kombat™ X a un livello mai visto prima,” ha dichiarato Ed Boon, Creative Director, NetherRealm Studios e co-creatore di Mortal Kombat.
    “Abbiamo avuto incredibili sinergie in passato e non vediamo l’ora di vedere dove arriverà questo nuovo livello nelle competizioni”.

    I fans di Mortal Kombat possono supportare i loro combattenti preferiti di Mortal Kombat™ X acquistando l’esclusiva skin Blue Steel per Sub-Zero.
    Una parte della cifra finirà nel montepremi del torneo di Mortal Kombat™ X.
    Per iscriversi, vedere o supportare Who’s Next? Mortal Kombat X Worldwide Competitive Program visitate www.mortalkombat.com/whosnext.
    Per maggiori informazioni su Mortal Kombat X, visitate www.warnerbros.it/mortalkombatx, www.mortalkombat.com, www.facebook.com/MortalKombat.

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    lunedì 16 febbraio 2015

    Bi Han (Sub Zero I \ Noob Saibot) - Biografia e caratterizzazione.



    In questa pagina del paragrafo Personaggi, sezione MK Universe, ci
    occuperemo di un'altra grande icona videoludica della saga di Mortal Kombat: Bi Han, l'originale Sub-Zero diventato in seguito Noob Saibot.
    Proprio come Scorpion, egli è presente sin dal primo episodio, riscuotendo da subito un ottimo successo grazie al suo design essenziale (la mitica uniforme da Lin Kuei condivisa con Scorpion, che ha ispirato tutti i ninja di MK), ai suoi poteri glaciali (che hanno sempre fatto una certa presa sul pubblico) e alla sua famosissima Fatality d'esordio, dove strappa la testa all'avversario con annessa la colonna vertebrale, mossa che ha consacrando MK come uno dei pionieri dell'iper-violenza videoludica.
    Antieroe protagonista del prequel adventure chiamato Mortal Kombat Mythologies, in seguito alla sua morte per mano del rivale Scorpion nel primo MK, Bi-Han è stato sostituito dal fratello "misericordioso" Kuai Liang (noto come Sub-Zero II) nei capitoli successivi.
    Ma una misteriosa "palette swap ninja" color nero ha iniziato a comparire in modo sempre più dettagliato nella serie: Noob Saibot.
    Inizialmente una sorta di joke character chiamato con i cognomi dei due creatori di MK (Boon e Tobias) scritti al contrario, dal sesto episodio regolare (MK: Deception) in avanti, gli autori hanno pensato bene di rivelarne l'identità e gli scopi precisi di questo oscuro guerriero, ufficializzando che egli è la versione "demoniaca" del primo Sub-Zero, resuscitato da Quan Chi come membro della Confraternita dell'Ombra.
    Una faccenda a dir poco intricata, che qui di seguito sarà esplorata nella biografia completa del primo vero ninja Lin Kuei della saga di MK.
    Ricordiamo che le informazioni presenti nei nostri speciali della sezione MKUniverse, sono tratte SOLO dal materiale ufficiale di MK: videogiochi, fumetti prequel introduttivi, libretti d'istruzione, artbooks da collezione e guide strategiche supervisionate da Midway\NRS.

    Origini.
    Bi Han, come suo fratello Kuai Liang, discende dalla stirpe "outworldiana" dei Criomanti, una razza umanoide dotata del potere mistico di dominare l'elemento del gelo. Figlio di una donna terrestre e di un criomante alle dipendenze del clan cinese dei Lin Kuei, fu portato via dalla madre in giovanissima età, per essere istruito dal padre alla "via dell'assassino" e poter sviluppare i suoi poteri congelanti, tramandati da 4 generazioni.
    Nel sito ufficiale di MK Mythologies, la sua origine viene ancora più approfondita (sebbene alcune info siano presenti solo nel suddetto sito datato 1997\98 e non nei giochi o nei manuali ufficiali), affermando che i due fratelli (e una sorella) sono di nati negli Stati Uniti da una donna americana e da un criomante Lin Kuei in missione sotto copertura.
    Alla loro nascita i due figli maschi furono rapiti dal padre e portati in Cina.
    La madre rimase con la figlia femmina in occidente (probabilmente ritenuta inutile secondo il clan Lin Kuei) e non fu mai più nominata nei successivi capitoli dell saga di Mortal Kombat.

     
    Mortal Kombat Mythologies.

    Diventato adulto, a circa 32 anni, Bi Han è uno dei migliori assassini dei Lin Kuei alla totale mercè del rispettato Gran Maestro. La sua nuova missione è quella di penetrare nel tempio Shaolin e rubare la mappa del Tempio degli Elementi (a sua insaputa) per conto del demone\stregone Quan Chi.
    Arrivato a destinazione, Sub Zero incontra il suo rivale Scorpion (Hanzo Hasashi) del clan giapponese Shirai Ryu, anche lui assoldato da Quan Chi in caso di fallimento del primo.
    I due ninja iniziano una sorta di competizione per vedere chi riesce ad aggiudicarsi la mappa e, dopo aver combattuto contro i monaci a guardia delle varie stanze, si ritrovano entrambi dinanzi dell'oggetto
    desiderato, finendo a sfidarsi per il suo possesso. Sub Zero ha la meglio; senza badare che il giallo rivale ha moglie e figlio, lo uccide strappandogli la testa.
    A missione compiuta, torna al quartier generale dei Lin Kuei (in un punto misterioso della Cina) per consegnare la pergamena al Gran Maestro, venendo a conoscenza che Quan Chi, come pagamento per il lavoro portato a termine, ha distrutto completamente lo Shirai Ryu Clan, compresa la famiglia di Scorpion (Sub Zero ancora non sa che la colpa di questo omicidio verrà attribuita a lui). La mappa appena rubata rivela che il Tempio degli Elementi, dove è custodito un amuleto dai grandi poteri, si trova in una zona remota della catena Himalayana ed è sorvegliato dagli Dei Elementali, motivo per cui Quan Chi non può accedervi a causa del "sigillo mistico" che loro hanno messo per non farlo entrare.
    Compito di Sub Zero è quindi quello di penetrare nel Tempio degli Elementi e recuperare l'oggetto desiderato dallo stregone, senza farsi domande. Nelle varie zone del complesso riesce a farsi strada fra mille trappole e monaci d'elite, sconfiggendo persino tutti gli Dei Elementali: Fujin (dio del vento), il massiccio Earthgod, Watergod e Firegod; ma ad un passo dal prendere l'amuleto, viene sorpreso Quan Chi, che se ne appropria immediatamente (non essendoci più alcun sigillo data la sconfitta degli Elementali).
    Una volta raggiunto il suo obiettivo, lo stregone rivela che l'amuleto è in realtà il mitico Amuleto di Shinnok, il Kamidogu centro del suo potere divino, che i membri della Fratellanza dell'Ombra bramavano da eoni per portare il loro padrone a dominare su tutti i reami e sopratutto sulla la Terra, grande ossessione dell'Elder God decaduto.Così lo stregone se ne torna gaudioso nel Regno Occulto lasciando Sub Zero nel fallimento, ma Raiden irrompe sulla scena, ordinandogli di rimediare all'errore e "scendere" nel NetherRealm per riprendere l'amuleto prima che finisca nelle mani di Shinnok.
    Bi Han nell'Abisso affronta diversi tirapiedi di Quan Chi, fino a farsi incarcerare nella Prigione delle Anime e trovarsi faccia a faccia Hanzo Hasashi (Scorpion): il ninja rivale ucciso nel Tempio Shaolin, ora resuscitato da Quan Chi come spettro vendicatore dalla memoria alterata. Sub Zero è creduto da Hanzo come colui che ha sterminato la sua famiglia e, nonostante egli ribadisce che il vero assassino è Quan Chi, viene attaccato dal suo accusatore, che alla fine del combattimento ha però la peggio ed è costretto alla ritirata.
    Bi Han fugge dalla Prigione, percorre il Ponte dell'Immortalità sbarazzandosi di molti nemici fino ad arrivare alla Piramide di Shinnok, dove sconfigge le assassine fidate di Quan Chi: Sareena, Kia e Jataaka, che lo avevano sott'occhio sin dalla fuga dalla sua cella. Con i cristalli rilasciati dai loro corpi, riesce a teletrasportarsi all'ultimo piano della struttura, dove troneggia Quan Chi, il quale cerca di convincerlo ad unirsi alla sua Fratellanza dell'Ombra; Sub Zero non accetta e così sfida lo stregone,
    battendolo solo con l'aiuto di Sareena, arrivata lì dopo la sconfitta per una richiesta particolare. La "ragazza-demone" ripudia il suo essere una creatura delle tenebre e vuole essere portata da Bi Han sulla Terra, ma subito viene tramortita da Shinnok, apparso per la sfida finale. Una sfida pressochè inesistente, in quanto il ninja, sfruttando il doppio portale della stanza, sfila velocemente l'amuleto a Shinnok che, nonostante assuma una potente forma animalesca, si fa sfuggire la preda che, attraverso il portale dimensionale aperto da Raiden, ritorna con l'artefatto nel Tempio degli Elementi. Missione compiuta, Sub Zero ha salvato la Terra dopo averla messa in pericolo, secondo il Dio del Tuono sta a lui decidere se intraprendere o meno la strada della giustizia.
    Tornato alla base Lin Kuei al cospetto del Gran Maestro, l'antieroe viene invitato dal lì presente Shang Tsung al torneo di Mortal Kombat che si svolgerà sull' Isola Fortezza, il suo compito sarebbe quello di ostacolare chi complotta contro lo stregone e la vittoria di Outworld.


    Mortal Kombat 1 


    Rispettando gli accordi presi, Sub Zero è sulla Nave Oscura diretta all'Isola Fortezza, in qualità di spia per Shang Tsung; tuttavia, aveva accettato anche il segreto incarico di uccidere lo stregone per conto di un suo misterioso nemico. Spiando il combattimento occasionale avvenuto fra Liu Kang e Johnny Cage contro alcuni teppisti, viene sorpreso dallo spettro del Netherrealm Scorpion, che minaccia di ucciderlo al torneo dove parteciperà come sottoposto di Quan Chi.
    Durante il torneo non si sa cosa succede fra i due, ma in base al racconto di Johnny Cage a Jax (all'inizio della storia di MK2), sul finire della "competizione" Sub Zero e Scorpion combattono fianco a fianco contro i soldati di un adirato Shang Tsung sull'orlo della sconfitta, ma nonostante tutto, Scorpion finisce con l'uccidere ugualmente il suo rivale, bruciandolo vivo.
    Credendo di aver vendicato la sua famiglia, Scorpion ha dato inconsapevolmente manforte ai sinistri piani di Quan Chi, infatti, l'anima di Bi Han viene fatta discendere nel Netherrealm e, ad insaputa di Scorpion, e reincarnata nel ninja demoniaco detto Noob Saibot. Senza più poteri da criomante, senza chiari ricordi passati nè pietà alcuna, Sub Zero si è trasformato un essere di pura oscurità, assoggettato al volere di Quan Chi e della Confraternita dell'Ombra: il clan che aveva rifiutato durante la sua ultima avventura nel Netherrealm da vivo.

    Alcune infrmazioni presenti, sono sorte nei capitoli successivi a MK1 e spesso in biografie o endings relativi ad altri personaggi.


    Ultimate Mortal Kombat 3 \ Mortal Kombat Trilogy

    Per volere della Confraternita dell'Ombra, il misterioso Noob Saibot si allea a Shao Kahn in qualità di suo assassino personale, assistendolo nell'invasione della Terra; ma il suo vero scopo è quello di spiare gli eventi che coinvolgono i due regni in lotta e referire il tutto a Shinnok. Allo stesso modo di Scorpion, sul finire della vicenda, l'oscuro ninja sembra favoreggiare la sconfitta di Shao Khan da parte dei Guerrieri Prescelti.
      
    - Essendo qui un "ninja di Kahn", Noob ha la medesima uniforme di Reptile, Rain, Ermac e Scorpion: gli altri assassini dell'Imperatore con un ruolo nella storia di UMK3\Trilogy.

    - Curiosamente, anche Scorpion inizialmente affianca l'Outworld contro i terrestri, proprio come Noob, ma data la loro memoria "alterata", i due storici rivali non danno segno di aver mai avuto alcuna diatriba.


    Mortal Kombat 4 \ Gold
    Dopo aver parteggiato segretamente per la sconfitta di Shao Kahn (in MK3), Noob Saibot continua a servire Shinnok e il NetherRealm, diventando generale delle armate delle tenebre.

    Ala fine però, i suoi padroni Shinnok e Quan Chi vengono sconfitti rispettivamente da Liu Kang e Scorpion; questo crea un indebolimento della Fratellanza dell'Ombra, che porta Noob a tornare nell'Outworld a lavorare per uno Shao Kahn ancora in fase di ripresa dopo la sconfitta da parte dei terrestri (MK3).


    Mortal Kombat Deadly Alliance \ Tournament Edition
     Agli ordini di un indebolito Shao Kahn, il ninja oscuro è incaricato di eliminare i vari gruppi o individui che minacciano il dominio del suo padrone in Outworld. Durante una battaglia fra le forze Edeniane di Kitana, alleate agli Shokans di Goro contro le armate di Kahn, Noob attacca inaspettatamente il principe Goro, combattendolo e ferendolo gravemente, tanto da farlo credere morto.




    Mortal Kombat Deception 


    Con Shao Kahn apparentemente morto a causa della Deadly Alliance, Shinnok indebolito nel Regno Occulto e Quan Chi scomparso dopo il sacrificio di Raiden per uccidere Onaga, Noob si ritrova come un demone errante libero di perseguire i suoi scopi malvagi.
    Rovistando fra le sale di tortura dell'abbandonato palazzo di Shao Kahn, trova il corpo cibernetico del suo vecchio compagno Lin Kuei: Smoke (al secolo il polacco Tomas Vrbada), catturato come trofeo dal Konqueror ai tempi dell'invasione dell'EarthRealm (MK3).
    Noob riesce a riattivare il cyborg inerme con la nanotecnologia, che ha riparato vari "guasti"; la manipolabile mente di Smoke è ora volta a servirlo nel suo nuovo obiettivo: creare una legione di demoni al suo servisio, sfruttando la nanotecnologia di Smoke.
    Tornato nel NetherRealm col nuovo "collega" attraverso un portale, non sapeva di essere stato seguito dal fratello Kuai Liang (l'attuale Sub Zero), arrivato lì per scoprire la verità. Insieme a Smoke attacca l'ormai Gran Maestro Sub Zero, con il quale non ha più niente da spartire, ma il combattimento viene interroto da Sareena, che aveva seguito l'amico Kuai Liang nell'Abisso per proteggerlo dalle insidie che avrebbe trovato. Noob e Smoke sono costretti alla ritirata dopo l'arrivo della ex assassina di Quan Chi, ma nella lotta sono comunque riusciti a tramortire Sub Zero (che dovrà tornare alla nuova base Lin Kuei sulla Terra) e a causare un danno a Sareena, che per via della stanchezza, non riesce più a tenere forma umana, regredendo a demone. Sfruttando ciò, Noob e Smoke riescono a trovarla vagare nel Netherrealm e, insieme al "redivivo" Quan Chi (che durante l'esplosione di Raiden era solo scappato in extremis attraverso un portale), riescono a farsi dire la posizione esatta del nuovo rifugio dei Lin Kuei.

    Alcune info qui presenti, sono prese anche da bios, endings e parti di story mode relative ad altri personaggi correlati a Sub Zero\Noob.


    Mortal Kombat Armageddon 
    Grazie alla stregoneria di Quan Chi, Sareena non ha potuto evitare di tradire il suo amico Sub Zero e ora Noob sa dove si trova il nuovo rifugio terrestre dell'odiato fratello.
    Insieme a Smoke, che (a quanto pare) nel NetherRealm è riuscito ad assumere la sua forma originaria da Enenra, arriva nell'immaginaria regione artica dove vive Sub Zero e irrompe nella base Lin Kuei ma, per sua sfortuna, all'interno è presente Taven (semidio edeniano) impegnato nella sua missione "anti-Armageddon" e in procinto di aiutare Kuai Liang. Nonostante Noob e Smoke scagliano contro ai loro nemici orde di guerrieri ombra ed infettano alcuni ninja lì presenti con una misteriosa energia oscura, vengono entrambi sconfitti in combattimento da Taven e presi in custodia da Sub Zero che, stando a quello che dice, vuole tentare di "curarli" facendo riaffiorare la loro umanità.

    Non si sa precisamente cosa sia accaduto nella struttura ma, nella battaglia finale dinanzi alla Piramide di Argus, Smoke è insieme alle Forze della Luce di Raiden; mentre Noob, che probabilmente era scappato dalle "cure" del fratello, lotta allineato alle Forze delle Tenebre e alla fine muore, come quasi tutti i guerrieri.



    Mortal Kombat 9
    Bi Han era morto durante la guerra finale ai piedi della Piramide di Argus, ma Raiden, per non dare la vittoria definitiva a Shao Kahn, come gesto estremo torna indietro nel tempo creando una nuova realtà, dove gli avvenimenti che hanno portato all'Armageddon potrebbero non accadere.
    In questo nuovo status quo, Bi Han è ancora Sub Zero. Come nella precedente continuity, ha ucciso il rivale Scorpion dello Shirai Ryu Clan, ha salvato la Terra (dopo averla messa in pericolo) da Shinnok e, nel primo torneo sull'Isola Fortezza, è a servizio di Shang Tsung al fine di ostacolare le vittorie dei terrestri. Battuto da Sonya Blade in un incontro casuale, nella Sala del Trono viene teletrasportato nel netherRealm dallo "spettro" di Hanzo Hasashi, che lo crede colpevole dello sterminio del suo clan e lo sfida in una regolare lotta. Viene sconfitto ma non ucciso, in quanto Scorpion aveva seguito l'ordine datogli da Raiden di non ucciderlo, perchè ciò avrebbe portato alla creazione di Noob Saibot. Quan Chi però si materializza sul posto, mostrando a Scorpion una falsa visione di Sub Zero che trucida sua moglie e figlio, così, nonostante Bi Han ribadisca di non aver compiuto alcun omicidio sui due innocenti, Scorpion, data la mente confusa, lo brucia vivo, dando involontariamente corda ai piani di Quan Chi. Come nella precedente continuity, a Quan Chi interessava avere nelle file del NetherRealm due dei guarrieri più potenti dell'EarthRealm e, infatti, ci è riuscito; Bi Han viene "trasformato" nel demone Noob Saibot, proprio come temeva Raiden.
    organizzato dallo stregone nella Tana di Goro, similmente alla vecchia storyline si imbatte in Scorpion, che minaccia di ucciderlo per vendetta. Creduto come di consueto il responsabile dello sterminio degli

    Noob serve sia il NetherRealm che Shao Kahn in base agli ordini dei suoi nuovi superiori; durante il secondo "torneo" nel Regno Esterno, affronta senza successo Kung Lao, arrivato nella Torre degli Shadow Priests con Liu Kang per liberare Kitana.
    Poco prima dell'ivasione outworldiana dell'Earthrealm, assiste Quan Chi nella resurrezione della regina Sindel e, più avanti, viene temporaneamente atterrato dal terrestre Kabal, che voleva scappare dal Palazzo di Kahn per tornare sulla Terra.
    Durante la fusione dei regni da parte di Kahn, Noob assiste Quan Chi in un rituale nel Cimitero di S.Domenico (l'arena Graveyard di MK3), finchè è costretto ad abbandonare il "lavoro" quando suo fratello, Kuai Liang (il secondo Sub Zero divenuto cyborg al posto di Smoke), arriva sulla scena per liberare i militari americani coinnvolti nel rituale. Noob rivela la sua vera identità a Sub Zero e la sua  mente alterata dall'influsso di Shinnok, gli permette di attaccare suo fratello come se fosse un nemico dei tanti.
    Dopo il combattimento, dove non ha la meglio, viene attaccato da Nightwolf e spinto nel Soulnado aperto in precedenza da Quan Chi per un rituale catalizzato dalle anime di alcuni soldati terrestri. All'interno del vortice Bi Han si dissolve, cessando il processo mistico in corso; nessuno sa se ciò lo ha purificato o lo ha disintegrato completamente.



    Versioni videoludiche alternative

    Mortal Kombat Shaolin Monks

    In questo ottimo action game (di cui potete leggerne le caratteristiche nell'apposita sezione) che narra una versione alternativa della storia di Mortal Kombat 2, Bi Han non differisce troppo dalla versione originale. Compare come Noob Saibot nel NetherRealm e viene citato da suo fratello come il primo Sub Zero ucciso da Scorpion nel primo torneo. Allo stesso modo della timeline classica, Kuai Liang vuole "curarlo" dall'influsso malefico di Shinnok, l'Elder God decaduto.


    Classic Sub Zero di Ultimate MK3 \ Trilogy
     In Ultimate MK 3 e Trilogy, compare un simpatico personaggio bonus definito Classic Sub Zero (disponibile da subito nella versione Trilogy). Stranamente vestito con l'uniforme da "Ninja di Kahn" come Reptile o Scorpion e, ovviamente, non inserito nella storyline di MK3\Trilogy, è una sorta di what if che pone l'interrogativo: "e se l'originale Sub Zero non fosse morto nel primo torneo e tornasse per assassinare Shang Tsung ?". A differenza di molti pg bonus, ha perfino un ending (chiaramente non canonico):


    Poteri e abilità.
    • Come Sub Zero I.
    - Controllo dell'elemento del gelo:
    la sua razza criomante, gli permette di congelare il vapore acqueo intorno a lui per creare proiettili o vapori gongelanti, armi di ghiaccio e dissolversi in pulviscoli nevosi per teletrasportarsi.

    -Abilità nelle arti marziali:
     in quanto ninja Lin Kuei, è stato addestrato dal padre sin dalla tenerissima età, sviluppando nel tempo una forza fisica al limite dell'umano e tecniche di lotta omicide (ricordiamo la capacità di strappare una testa a mani nude).

    • Come Noob Saibot.
    - Controllo dell'oscurità:
    come molti membri della Fratellanza dell'Ombra, il corpo spettrale di Noob può rivestirsi di "oscurità" per confondersi fra le ombre, dissolversi, teletrasportarsi, diventare liquido, lanciare dardi fumosi e sdoppiarsi.

    - Abilità nelle arti marziali:
    la sua conoscenza nelle arti marziali, già sviluppatissima da umano, nella sua versione demoniaca lo induce ad usare anche colpi scorretti e al limite del sadismo (vedi la sua X Ray di MK9), sfruttando spesso la sua ombra tangibile per causare più danno al nemico. Fra gli stili di lotta conosciuti, si segnala il Kung Fu della Scimmia, usato in 2 episodi.

    -Abilità nell'uso delle armi:
    Noob si è visto spesso maneggiare vari tipi di armi non per forza associate all figura del ninja, segnaliamo una grossa falce da "Tristo Mietitore", una spada ninja, un rudimentale martello nero (Troll Hamer) e dei classici Shurikens.

    -Possibile esperto di tecnologia:
    In MK Deception, ha riattivato il cyborg Smoke (inattivo da anni) per farlo diventare suo servo. Questo presuppone una certa abilità con la tecnologia e la robotica.


     Endings non canonici e semi-canonici:
    *Rcordiamo che i finali non canonici o semi canonici, per quanto seguano una linea narrativa a se e sono quindi dei semplici "what if", ovvero: cosa farebbe quel combattente se battesse il "boss finale di turno"; forniscono sempre caratteristiche e retroscena ufficiali di molti personaggi.

    Ending Mortal Kombat 1 (non-canon)



     Ending Ultimate Mortal Kombat 3 \ Trilogy  (non canon)



    Ending Mortal Kombat Deception \ Unchained (semi canon -primo quadro-)


    With Smoke as his template, Noob Saibot planned to return to the Netherrealm and use Smoke's nanotechnology to create an army of cyborg demons. He was unaware that they were followed by someone Noob had not seen since before he became a wraith. Smoke instantly recognized their visitor. He was an echo of their past. He was Sub-Zero, Noob Saibot's brother.  Noob Saibot was surprised to see how much stronger his brother had become. If he were still Lin Kuei, still human, he would probably have shown some degree of pride. But, as Raiden had revealed during the ordeal with Shinnok's Amulet, his soul had been tainted when he died at the hand of Scorpion. Noob Saibot, the original Sub-Zero, had descended into the Netherrealm free from compassion. He ordered Smoke to assist him in slaying his brother - his first act as ruler of the Netherrealm.

    Ending Mortal Kombat Armageddon (non canon)


    Ending Mortal Kombat 9 (non canon)



    Quan Chi should never have resurrected Noob Saibot. Nor should he have enhanced his power to defeat Shao Kahn.
    The revenant he created had broken free of his control. Noob had secretly formed an "understanding" with a cleric from the realm of Chaos and opened for him a portal to the Netherrealm. Shinnok, Quan Chi and the Brotherhood of Shadow were unprepared as the forces of Chaos overwhelmed them, leaving the Underworld severely weakened. Satisfied with his work, the cleric, Havik, returned to the realm of Chaos. Noob Saibot remained to seize control of the Netherrealm.